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L'ex medico dell'Asl ucciso a Massa finì in galera a Prato per un arsenale da guerra
La scoperta, avvenuta nel 2007, fu del tutto casuale e frutto di una perquisizione legata ad un’altra indagine che vedeva il medico coinvolto
PRATO. Aveva un arsenale da guerra nelle sue due case. Se le armi detenute in quella di Massa erano regolari, quelle che Piero Casonato, il medico ucciso il 1° novembre dal fratello Marco, aveva nell’abitazione di Bagnolo, a Montemurlo, erano una vera Santa Barbara illegale. Una mitraglietta Makarov calibro 9, clandestina con canna di ricambio e silenziatore, tre pistole clandestine, un visore notturno, divise militari, 5400 munizioni e due parrucche. La scoperta, avvenuta nel 2007, fu del tutto casuale e frutto di una perquisizione legata ad un’altra indagine che vedeva il medico coinvolto. Il processo per l’ex dipendente dell’Asl 4 si era concluso nel dicembre 2013 con la condanna a tre anni di carcere. Piero Casonato aveva chiesto di patteggiare ma il pubblico ministero si era opposto a un accordo su 2 anni. La Procura aveva chiesto una condanna a quattro anni. La notizia della condanna arrivò proprio all’indomani del consiglio comunale in cui si era parlato del recupero di Villa Massoni a Massa, di proprietà della famiglia Casonato.
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