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Ius soli, si mobilitano i giovani di sinistra

Ius soli, si mobilitano i giovani di sinistra

Parte oggi la campagna “Prato di cittadinanza”. Tra i residenti uno straniero su quattro è nato qui

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PRATO. Una campagna di sensibilizzazione a sostegno della legge di cittadinanza in esame al Senato. È l’iniziativa promossa dal neonato comitato “Prato di cittadinanza”, composto da associazioni e formazioni politiche pratesi a favore dei principi di ius soli e ius culturae contenuti nella proposta legislativa.

Capofila della campagna, al via oggi e che fino a metà dicembre porterà in città incontri, dibattiti ed iniziative sul tema, sono i Giovani Democratici di Prato, che hanno raccolto al momento il sostegno di altre 21 realtà.

«La nuova legge di cittadinanza può cambiare la vita a migliaia di ragazzi pratesi che sono considerati stranieri ma non si sentono tali - spiega la responsabile integrazione dei Gd Prato Maria Logli - Pensiamo infatti che la normativa vigente non rappresenti la realtà attuale, perché “l’italianità” dei ragazzi nati nel nostro Paese da genitori stranieri c’è già. Non è una questione di immigrazione o inclusione, ma di veder riconosciuta la loro identità, e non rischiare di essere “rimpatriati” in un Paese in cui magari non sono nemmeno mai stati».

Tra i cittadini stranieri residenti a Prato quelli nati in Italia sono 8.685 (dati al 31 dicembre 2016), cioè circa il 24% del totale, percentuale che si alza notevolmente se consideriamo i cittadini stranieri tra zero e 18 anni: in questo caso solo il 13% sono nati all’estero (1.281 su 9.660), mentre il 73% (7.051) sono nati a Prato e il 14% (1.328) in altre città d’Italia.

Sono le cosiddette seconde generazioni. Come quella di Yahia Sabry Mohamed, membro della Rete degli studenti medi, figlio di genitori egiziani (che adesso è cittadino italiano). «È un problema che riguarda la vita reale di tutti i giorni - spiega - Si tratta di persone che vivono all’interno del nostro contesto e non si sono mai sentite estranee ed esso. Il sistema attuale crea un meccanismo di crisi identitaria da cui è difficile uscire, e un senso di inadeguatezza». Oggi alle 18 a palazzo Banci Buonamici, con un incontro sul diritto di cittadinanza come battaglia generazionale, l’avvio della campagna di “Prato di cittadinanza”, che proseguirà poi con dibattiti, approfondimenti ed iniziative fino a giovedì 14 dicembre, quando è in programma la cena di chiusura alla Casa del popolo di Coiano, alla presenza del sindaco Matteo Biffoni (il programma completo è disponibile sulla pagina Facebook “Prato di cittadinanza”).

Da segnalare venerdì 17 novembre al Pin la “Giornata dello Studente”, promossa dalla Federazione degli Studenti. «La scuola è lo specchio della società del futuro - spiega Maria Rita Paratore di FdS - È perciò fondamentale che l’acquisizione di un senso di cittadinanza attiva passi di lì».

«La nostra è una battaglia generazionale - conclude il vicesegretario dei Giovani Democratici di Prato Stefano Nenciarini - e, come abitanti di una delle città più multiculturali d’Italia, ci sentiamo in dovere di essere in prima linea. Anche perché, secondo quanto abbiamo stimato, oltre 9.600 stranieri residenti a Prato (pari al 5% della popolazione cittadina) - cioè quasi uno straniero residente a Prato su quattro - se passasse la nuova legge, avrebbe già i requisiti per poter chiedere la cittadinanza».

Fabrizia Prota

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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