Il Tirreno

Prato

Giocattoli pericolosi maxi sequestro in via del Serraglio

Giocattoli pericolosi maxi sequestro in via del Serraglio

Un altro blitz in un esercizio gestito da una donna cinese Ritirati dalla vendita 10.000 pezzi, raffica di sanzioni  

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PRATO. Maxi sequestro di giocattoli - soprattutto peluche, bambole e giocattoli vari - commercializzati in un negozio al dettaglio di via del Serraglio gestito da una cinese, compiuto dalla Guardia di finanza.

Nel punto vendita erano presenti numerosissimi articoli - più di 10.000 pezzi - assolutamente non conformi alla normativa sulla sicurezza dei prodotti, con etichettatura irregolare o addirittura assente. La maggior parte dei giocattoli era destinata ad una fascia protetta di bambini, fino ad arrivare a quella dei 14 anni. Tutti potenzialmente dannosi per la salute dei piccoli consumatori.

La titolare del negozio, una cittadina cinese, aveva messo in vendita i giochi privi delle indicazioni minime dell’importatore, del fabbricante, delle avvertenze o precauzioni d’impiego in lingua italiana, della composizione delle fibre tessili. Sono stati addirittura rinvenuti alcuni giocattoli, esposti sul bancone e pronti per la vendita, privi del marchio CE, con scritte e indicazioni solo in ideogrammi cinesi in totale violazione alla normativa che disciplina la sicurezza dei prodotti e dei giocattoli.

Alla titolare dell’attività sono state contestate diverse violazioni amministrative che saranno irrogate dalla Camera di Commercio di Prato, autorità competente per la specifica materia e tutti gli oggetti in vendita sono stati sottoposti a sequestro. Gli investigatori continueranno le indagini per verificare la provenienza dei giocattoli pericolosi.

Il sequestro di ieri ha fatto seguito a un altro controllo, il 26 ottobre scorso, della Finanza, sempre in via del Serraglio, che ha riguardato un negozio di articoli casalinghi, anche in questo caso gestito da una donna cinese, terminato con il sequestro di 2500 giocattoli. In quel caso si tratto di animali in peluche messi in vendita senza le prescritte indicazioni in lingua italiana, della composizione merceologica, dell’importatore, del fabbricante, delle avvertenze o precauzioni d’impiego e di scarsa fattura.

I militari si accorsero subito che i giocattoli - fino a una fascia d’eta di 14 anni - apparivano di scarsa manifattura anche in considerazione della mancanza di etichette.

Anche nel caso del negozio di casalinghi, alla titolare vennero elevate una serie di contestazioni di natura amministrativa.

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