Il Tirreno

Prato

Miliotti: "La mia compagna è salva per miracolo"

di Francesco Albonetti
I soccorsi a Maria Pia Papini, la donna aggredita in via del Cassero (foto Batavia)
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I soccorsi a Maria Pia Papini, la donna aggredita in via del Cassero (foto Batavia)

L'industriale racconta l'aggressione subita la sera di Halloween da Maria Pia Papini e non crede all'ipotesi della ritorsione dopo una lite per futili motivi

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PRATO. Una ritorsione per un litigio dovuto a futili motivi o un tentativo di rapina? Restano avvolte nel mistero le cause dell’aggressione di martedì sera, 31 ottobre, a Maria Pia Papini, 57 anni, compagna dell’industriale Franco Miliotti. Se la prima ricostruzione della polizia sembrava propendere per la prima ipotesi, è lo stesso imprenditore a nutrire più di un dubbio e a non escludere neppure la tentata rapina. Dopo l’aggressione, avvenuta poco prima delle 20 in via del Cassero mentre la donna si trovava in auto a poche decine di metri dalla sua abitazione, Maria Pia Papini ha trascorso parte della notte all'ospedale Santo Stefano per le ferite al volto (provocate dalla pietra usata per rompere il finestrino dell'auto e non, come era emerso in un primo momento, dai pugni ricevuti). Almeno due dei tre aggressori indossavano una maschera bianca.

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«Fortunatamente la Tac ha escluso guai peggiori – rassicura Miliotti, raggiunto telefonicamente – e quindi la mia compagna è stata dimessa e questa mattina siamo andati dall’otorino. Non si può escludere che abbia il naso fratturato, ma occorrerà aspettare che il viso si sgonfi». Il patron della Milior conferma, almeno in parte, la ricostruzione della prima ora, che è poi quella della squadra mobile intervenuta dopo la brutale aggressione. Maria Pia Papini martedì sera ha accostato la propria auto Mini Clubman accanto ad uno dei cipressi che costeggiano la stretta via del Cassero, lungo l’omonimo pezzo di mura cittadine, per telefonare alla sorella. Le bastavano cinquanta metri, forse meno, per raggiungere il cancello del cortile interno da cui accedere alla propria abitazione. Ma proprio in quel punto la donna è stata aggredita dai tre balordi: hanno infranto il finestrino lato guida con un mattone che è finito in faccia alla conducente. «Per fortuna – racconta Miliotti – ha avuto la prontezza di rimettere subito in moto e avviarsi verso casa, altrimenti forse non sarebbe stata in grado di raccontarlo. Mi suona difficile pensare ad una ritorsione per motivi di parcheggio».

Secondo Miliotti i malviventi, sorpresi dalla ripartenza dell’auto, potrebbero non aver fatto in tempo a portare via la borsa della donna appoggiata sul sedile o a farsi consegnare i soldi. «Un litigio sui parcheggi? Mi suona difficile pensarlo, qui accade quotidianamente di dover suonare il clacson perché qualcuno mette male la macchina e non c’è modo uscire o entrare, ma pensare ad una spedizione punitiva per questo mi sembra eccessivo». Quanto alla possibile identità degli aggressori, mentre proseguono le ricerche da parte della polizia, c’è il particolare dell’accento slavo ed anche la possibilità che la vittima possa individuare uno dei tre aggressori, quello che non aveva la maschera. Appena cinque mesi fa la Milior fu visitata dai ladri, che durante la notte portarono via circa 10.000 euro forzando la porta del magazzino. «Via del Cassero è un grosso problema – aggiunge Miliotti – Nonostante sia a pochi metri da zone trafficate e affollate come viale Piave, è una strada buia e mal frequentata, con passaggi continui di balordi e ubriachi. Sono anni che chiediamo un lampione».

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