Proteste
Camera bruciata, si sospetta il dolo
Incendio in una casa popolare del Villaggio Gescal. L’assegnataria: «Mi hanno minacciato a causa di mia nipote»
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PRATO. La signora Nunziata Bruzzese, 60 anni, si è presentata ieri mattina in vestaglia davanti a quello che resta della sua casa popolare in via dei Gerani 12, al Villaggio Gescal. Era stata appena dimessa da Villa Fiorita e ha constatato di persona quello che i familiari le avevano detto durante la notte, e cioè che un incendio aveva gravemente danneggiato l’abitazione.
«E ora dove vado a dormire? - si è lamentata - Non ho più un posto dove stare». Più tardi è andata alla sede dei Servizi sociali, in via Roma, ha protestato a gran voce perché non si trovava una sistemazione alternativa ed è stata allontanata dalla polizia.
Le cause dell’incendio di via dei Gerani non sono state ancora accertate, ma c’è il forte sospetto che sia doloso. I segni del fuoco sulla lavatrice sistemata all’esterno potrebbero far pensare a un corto circuito, ma l’elettrodomestico si trova a diversi metri dalla finestra della camera da letto, che è stata completamente distrutta dalle fiamme.
E poi ci sono le parole della stessa Nunziata che fa riferimento a minacce ricevute qualche settimana fa. All’origine di tutto c’è una lite familiare: da una parte la famiglia della sessantenne, dall’altra una famiglia di nomadi. Oggetto del contendere la giovane nipote di Nunziata, che è andata a vivere insieme a un uomo già sposato contro la volontà della madre. «Mi hanno detto che me l’avrebbero fatta pagare - dice Nunziata - e ho già presentato diverse denunce».
Al momento sono solo sospetti, perché non ci sono testimoni dell’inizio dell’incendio e pare che né su via dei Gerani né su via di Reggiana ci siano telecamere che possano aver ripreso il momento un cui è scoppiato il rogo o il passaggio di auto sospette.
Martedì notte una pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri ha fatto un sopralluogo subito dopo l’incendio, e del resto la tensione tra le due famiglie è ben nota all’Arma, che in più di un’occasione se n’è dovuta occupare.
La signora Nunziata è andata a chiedere un’altra sistemazione ai Servizi sociali e ha finito per litigare con gli addetti. Anche in via Roma conoscono bene la situazione perché in passato la donna ha chiesto un cambio della casa popolare e l’assessore Luigi Biancalani racconta che Nunziata si è tenuta la chiave della vecchia casa per circa un anno. «Noi abbiamo fatto la nostra parte per quella famiglia - aggiunge Biancalani - e abbiamo ricevuto diverse proteste da parte dei vicini di casa».
Insomma, pare che la signora Nunziata dovrà trovarsi un’altra sistemazione a prescindere dal Comune, magari ospite di qualche parente.
I carabinieri intanto indagano per capire se davvero quello di via dei Gerani è stato un incendio doloso oppure semplicemente accidentale.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«E ora dove vado a dormire? - si è lamentata - Non ho più un posto dove stare». Più tardi è andata alla sede dei Servizi sociali, in via Roma, ha protestato a gran voce perché non si trovava una sistemazione alternativa ed è stata allontanata dalla polizia.
Le cause dell’incendio di via dei Gerani non sono state ancora accertate, ma c’è il forte sospetto che sia doloso. I segni del fuoco sulla lavatrice sistemata all’esterno potrebbero far pensare a un corto circuito, ma l’elettrodomestico si trova a diversi metri dalla finestra della camera da letto, che è stata completamente distrutta dalle fiamme.
E poi ci sono le parole della stessa Nunziata che fa riferimento a minacce ricevute qualche settimana fa. All’origine di tutto c’è una lite familiare: da una parte la famiglia della sessantenne, dall’altra una famiglia di nomadi. Oggetto del contendere la giovane nipote di Nunziata, che è andata a vivere insieme a un uomo già sposato contro la volontà della madre. «Mi hanno detto che me l’avrebbero fatta pagare - dice Nunziata - e ho già presentato diverse denunce».
Al momento sono solo sospetti, perché non ci sono testimoni dell’inizio dell’incendio e pare che né su via dei Gerani né su via di Reggiana ci siano telecamere che possano aver ripreso il momento un cui è scoppiato il rogo o il passaggio di auto sospette.
Martedì notte una pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri ha fatto un sopralluogo subito dopo l’incendio, e del resto la tensione tra le due famiglie è ben nota all’Arma, che in più di un’occasione se n’è dovuta occupare.
La signora Nunziata è andata a chiedere un’altra sistemazione ai Servizi sociali e ha finito per litigare con gli addetti. Anche in via Roma conoscono bene la situazione perché in passato la donna ha chiesto un cambio della casa popolare e l’assessore Luigi Biancalani racconta che Nunziata si è tenuta la chiave della vecchia casa per circa un anno. «Noi abbiamo fatto la nostra parte per quella famiglia - aggiunge Biancalani - e abbiamo ricevuto diverse proteste da parte dei vicini di casa».
Insomma, pare che la signora Nunziata dovrà trovarsi un’altra sistemazione a prescindere dal Comune, magari ospite di qualche parente.
I carabinieri intanto indagano per capire se davvero quello di via dei Gerani è stato un incendio doloso oppure semplicemente accidentale.
Paolo Nencioni
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