Sicurezza
Trecento lavoratori della logistica in strada per chiedere il contratto
Protesta a Calenzano con corteo e striscioni di autisti, facchini e corrieri in occasione dello sciopero di 48 ore
3 MINUTI DI LETTURA
CALENZANO. «Contratto, no un pacco». È al grido di questo slogan che ieri mattina nella zona industriale tra Calenzano e Campi Bisenzio oltre 300 lavoratori toscani del settore logistica, trasporto merci e spedizioni si sono radunati in corteo percorrendo via di Pratignone e via Allende, per fermarsi davanti alla sede dell’azienda Sda. La manifestazione fa parte delle iniziative in occasione dello sciopero generale indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti che ha visto gli addetti del settore incrociare le braccia per 48 ore dalla mezzanotte di ieri fino alle 24 di oggi (a cui va aggiunta l’agitazione di venerdì 27 del comparto della distribuzione carburanti). L’obiettivo della protesta: chiedere il rinnovo del contratto nazionale nel rispetto dei diritti dei lavoratori, senza cedere alle «inaccettabili proposte – così le definiscono i sindacati – delle associazioni datoriali». Tra queste ci sarebbero l’eliminazione della quattordicesima, la riduzione delle giornate di riposo, lo stop agli scatti di anzianità, il dimezzamento di indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. «Sono 22 mesi che siamo senza contratto nazionale – spiega il coordinatore di UilTrasporti Toscana Arnaldo Neri. L’accordo tra sindacati del settore e associazioni di categoria è scaduto il 31 dicembre 2015 – Le proposte fatte in merito dalle associazioni datoriali sono irricevibili e provocatorie. E la situazione è ancor più preoccupante perché già così i lavoratori sono sfruttati, dato che spesso il contratto è sotto applicato. Ci sono ragazzi che lavorano per 3 euro l’ora 60 ore la settimana – denuncia Neri – ed è insostenibile». «Erano 20 anni che questo settore non scendeva in piazza in Toscana» aggiunge il segretario regionale di Filt Cgil Gabrio Guidotti. I lavoratori toscani della filiera delle spedizioni e del trasporto – che comprende autisti, facchini e corrieri – sono circa 50mila. Dopo quella fiorentina, l’area pratese è la realtà più importante del settore a livello regionale, con oltre 100 aziende attive – concentrate soprattutto nelle zone dell’interporto e del Macrolotto –, e il dato si ingrossa se aggiungiamo anche le imprese con sede a Campi Bisenzio e Calenzano, formalmente fuori area ma dove lavorano molti pratesi. «Molto del personale che prima era impiegato nel tessile adesso è nella logistica – spiega il segretario referente per Prato della Filt Cgil Firenze – Prato – Pistoia Leandro Innocenti – È un settore che va, che nel 2017 ha visto crescite anche fino al 30 percento rispetto al 2016, dovute anche alla diffusione delle vendite online. Da alcune settimane ha tra l’altro aperto proprio a Calenzano il nuovo deposito di smistamento del colosso statunitense dell’e-commerce Amazon, che si serve di corrieri esterni. Tuttavia è un comparto in cui coesistono realtà diverse, ma la concorrenza non si può fare sulla pelle dei lavoratori». «Le controparti per la definizione del contratto collettivo (cioè le associazioni datoriali) sono 25 – riporta il coordinatore dell’area contrattuale trasporti, merci e logistica di Fit Cisl Toscana Alessandro Cuzzola – e non sono in accordo tra loro. Perciò per noi è difficile fare una sintesi. Vogliamo tuttavia rinnovare un contratto unico, che si applichi a tutta la filiera».
Fabrizia Prota
Fabrizia Prota
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
