Il dolore
le reazioni
Brezzo, Cgil: confronto sul protocollo per il lavoro dignitoso
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Il sindacalista Cgil, segretario dei tessili, Massimiliano BrezzoIl consigliere Milone: «C’è il rischio che questo appello nasconda l’obiettivo di rallentare o fermare i controlli»
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PRATO. «Apprezziamo quanto dichiarato da Xu Quiling, non solo perché va nella direzione giusta ma perché espresso da chi è stato il primo della sua comunità ad aderire a Confindustria, e quindi al sistema di rappresentanza delle imprese della nostra città». E’ il segretario Filctem Cgil di Prato Massimiliano Brezzo a fare il plauso. «Questo - prosegue - gli fornisce grande credibilità anche come neopresidente dell’Associazione di amicizia dei cinesi a Prato. Un valore aggiunto importante perché riteniamo che l’impegno dichiarato a fornire proposte concrete per garantire a chi lavora diritti, dignità e una casa, debba essere ricambiato con il massimo dell’apertura al confronto. “E noi, come sindacato direttamente coinvolto sia nel tessile che nelle confezioni - aggiunge Brezzo - siamo disponibili a discutere da subito di diritti e dignità del lavoro. Sia nella situazione attuale che nell’ottica di ricomposizione della filiera, da noi proposta da anni».
«Abbiamo iniziato il 2017 condividendo con tutte le categorie economiche e sindacali del territorio un protocollo che parla proprio di lavoro dignitoso e di ripristino della legalità nel nostro territorio - conclude - niente di meglio che terminarlo confrontandoci su questo anche con l’Associazione di cui Quiling sta assumendo la presidenza. Sarebbe un passo in avanti concreto. Per quanto ci riguarda la Filctem-Cgil è pronta a sedersi al tavolo subito».
Decisamente più perplesso riguardo la volontà di apertura della comunità cinese è Aldo Milone, capogruppo di Parto libera e sicura: «Mi piacerebbe capire - afferma - che tipo di alleanza propone il presidente Giulin. Forse potrebbe davvero iniziare a chiedere ai suoi connazionali di non evadere e quindi pagare le tasse, di evitare lo sfruttamento di clandestini e non utilizzare lavoratori al nero. Sono proprio curioso tra l'altro di verificare come possa realizzarsi questa unione tra imprenditori cinesi e pratesi. Non vorrei però - prosegue - che questo appello nascondesse un secondo fine. Ovvero chiedere di rallentare i controlli o addirittura fermarli nell'attesa che si mettano in regola. Questa attesa, è bene ricordarlo, dura da circa 20 anni. Come da più di 20 anni è presente a Prato il neo presidente Giulin e solo adesso parla di collaborazione o rapporto sinergico tra l'imprenditoria pratese e quella cinese. La domanda che gli pongo è questa - conclude - perché non si è adoperato prima visto che ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella comunità orientale»?
«Abbiamo iniziato il 2017 condividendo con tutte le categorie economiche e sindacali del territorio un protocollo che parla proprio di lavoro dignitoso e di ripristino della legalità nel nostro territorio - conclude - niente di meglio che terminarlo confrontandoci su questo anche con l’Associazione di cui Quiling sta assumendo la presidenza. Sarebbe un passo in avanti concreto. Per quanto ci riguarda la Filctem-Cgil è pronta a sedersi al tavolo subito».
Decisamente più perplesso riguardo la volontà di apertura della comunità cinese è Aldo Milone, capogruppo di Parto libera e sicura: «Mi piacerebbe capire - afferma - che tipo di alleanza propone il presidente Giulin. Forse potrebbe davvero iniziare a chiedere ai suoi connazionali di non evadere e quindi pagare le tasse, di evitare lo sfruttamento di clandestini e non utilizzare lavoratori al nero. Sono proprio curioso tra l'altro di verificare come possa realizzarsi questa unione tra imprenditori cinesi e pratesi. Non vorrei però - prosegue - che questo appello nascondesse un secondo fine. Ovvero chiedere di rallentare i controlli o addirittura fermarli nell'attesa che si mettano in regola. Questa attesa, è bene ricordarlo, dura da circa 20 anni. Come da più di 20 anni è presente a Prato il neo presidente Giulin e solo adesso parla di collaborazione o rapporto sinergico tra l'imprenditoria pratese e quella cinese. La domanda che gli pongo è questa - conclude - perché non si è adoperato prima visto che ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella comunità orientale»?
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