Il Tirreno

Prato

le reazioni 

Confindustria e Comune aspettano fatti concreti

Confindustria e Comune aspettano fatti concreti

PRATO. La tessera di Confindustria ce l’ha sempre avuta in tasca, fin dal 2004. E se la tiene stretta anche oggi che diventerà presidente dell’Associazione di Amicizia dei cinesi a Prato. Non è un...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La tessera di Confindustria ce l’ha sempre avuta in tasca, fin dal 2004. E se la tiene stretta anche oggi che diventerà presidente dell’Associazione di Amicizia dei cinesi a Prato. Non è un caso che Xu Qiulin nei giorni scorsi abbia incontrato il direttore di Confindustria Toscana Nord Marcello Gozzi per invitarlo alla cerimonia di insediamento prevista per oggi alla Camera di commercio. Perché il titolare della Giupel nel sistema Confindustria è uno che ci crede, da sempre. «La sua è un’analisi onesta, oggettiva, quando nella lettera inviata ai giornali si parla di vent’anni di relazioni non facili tra pratesi e cinesi – sottolinea Gozzi - Con Giulin credo che s’inauguri una presidenza riformista, incline al dialogo, della più importante associazione cinese del territorio». Nove anni dopo, nel 2013, fu l’imprenditore Gabriele Zhang (Confezioni Luma) a varcare la soglia di Palazzo dell’Industria, poi stop. Arriveranno altre aziende? «La porta è aperta a chi risponde al nostro codice etico. Realtà strutturate, aperte al mercato, il cui ingresso in Confindustria rappresenta un segno d’integrazione. Giulin è una persona seria, con cui abbiamo un rapporto consolidato». A segnare uno spartiacque, in questi vent’anni di relazioni “difficili”, è stato l’incendio alla Teresa Moda, nella quale persero la vita sette operai cinesi. Poi venne il “Piano lavoro sicuro” della Regione Toscana con le ispezioni nei capannoni cinesi, prorogato fino al marzo 2019. Ma a proposito di controlli è Gozzi a rilevare un certo malessere che si respira tra le aziende pratesi, specie quelle del comparto nobilitazione, dove nelle verifiche dell’ultimo periodo si tenderebbe a cercare anche il proverbiale pelo nell’uovo. «La legge è uguale per tutti ma quella che si nota ultimamente è un’asimmetria nei controlli che genera sfiducia nelle istituzioni e diffidenza verso gli imprenditori cinesi». Ben venga poi la collaborazione tra tessile pratese e pronto moda orientali che chiuderebbe il cerchio della filiera, anche se i collegamenti esistono già da tempo. «Non è un terreno vergine – ricorda Gozzi - ma bisogna creare un rapporto di fiducia reciproco tra le imprese». Il cambio di passo dell’Associazione d’Amicizia è stato apprezzato anche dal sindaco Matteo Biffoni e dal vice Simone Faggi. «Da parte della comunità cinese e dei suoi imprenditori abbiamo bisogno proprio di quello che indica Xu Qiulin: coraggiosi passi avanti. Adesso ci aspettiamo fatti concreti, azioni tangibili di questa volontà. Prato e le sue istituzioni non hanno mai mancato di pazienza e impegno nel mettere a disposizione della comunità tutti gli strumenti perché fosse in grado di partecipare attivamente alla vita della città rispettando le regole e la legalità». (mar.la.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa