Il Tirreno

Prato

Risolto il giallo sulla morte del "Pampa": è stato suicidio

di Paolo Nencioni
Carlo Maria Pampaloni ai tempi della Curva Fiesole
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Carlo Maria Pampaloni ai tempi della Curva Fiesole

I primi risultati dell'autopsia avevano fatto ipotizzare l'omicidio per spiegare il decesso dello storico tifoso viola, ma ora la Procura di Prato ha chiesto l'archiviazione

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PRATO. Per quattro mesi è stata un giallo la morte di Carlo Maria Pampaloni, 59 anni, il cui corpo senza vita, coi polsi tagliati, fu trovato lo scorso 26 giugno nella casa di Montecuccoli (Vernio) dove fino a due mesi prima aveva vissuto insieme alla moglie. La Procura, sulla base dei primi riscontri dell’autopsia, non era convinta che si fosse trattato di un suicidio, ma successivi accertamenti hanno convinto il sostituto procuratore Laura Canovai a chiedere al gip l’archiviazione del caso proprio come suicidio.

Pampaloni, grande tifoso viola, è stato uno dei capi storici della Curva Fiesole e da molti anni si era trasferito in Valbisenzio insieme alla moglie Luciana Biagioli, in una casa isolata tra Montecuccoli e la Rocca di Cerbaia. Il 24 aprile Luciana è morta, probabilmente per un’ulcera non curata in tempo, e da quel giorno la vita del Pampa (così lo chiamavano gli amici di curva) è cambiata radicalmente. Gli amici lo hanno visto spegnersi a poco a poco, hanno cercato di tirarlo su ma senza grossi risultati, fino al pomeriggio del 26 giugno, quando fu trovato in un lago di sangue nella sua casa di Montecuccoli.

Al medico legale Luciana Sonnellini raramente era capitato di vedere una scena simile, con entrambi i tendini dei polsi recisi di netto. Questo particolare ha fatto dubitare che Carlo potesse aver fatto tutto da solo. Come avrebbe fatto a tagliarsi il secondo polso se l’altra mano non poteva più essere usata? Questa la domanda che si sono fatti gli inquirenti e che ha spinto il procuratore capo Nicolosi e il sostituto Canovai a ordinare nuovi accertamenti.

A rendere tutto ancora più misterioso ci ha pensato una lettera anonima recapitata al comando di una stazione della Forestale e spedita da Padova nella quale si parlava di strane morti a Montecuccoli, con una citazione tratta da un film giapponese. La lettera era stata spedita dopo la morte di Luciana e prima di quella di Carlo. Non si è mai saputo chi l’abbia scritta, ma le indagini della Procura la fanno passare in secondo piano perché a un secondo esame il medico legale ha concluso che sì, forse con una grande forza di volontà è possibile infliggersi da solo le ferite che hanno portato alla morte di Carlo Pampaloni. E dunque, anche se non c’è un biglietto di addio, si è concluso che è stato lo stesso Pampaloni a togliersi la vita. Lo scorso 11 luglio centinaia di tifosi della Fiorentina hanno partecipato al funerale del Pampa alla Badia di Vaiano. C’era anche il direttore generale Pantaleo Corvino.

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