Proteste
Lettera di Giulin alla città: «Uniti si vince»
Il nuovo presidente della comunità cinese tende la mano agli italiani. L'imprenditore vorrebbe creare un’alleanza che riesca finalmente a saldare la produzione tessile italiana col settore delle confezioni e dei pronto moda cinesi all'insegna della qualità
PRATO. Siamo molto diversi, ma in futuro, grazie ai nostri figli, lo saremo sempre meno. E nessuno dovrà più morire a causa delle condizioni di lavoro.
Parola di Xu Qiulin, meglio conosciuto come Giulin, che diventerà domani, sabato 28, il nuovo presidente dell’Associazione di amicizia dei cinesi a Prato e, dopo essere stato il primo imprenditore orientale a iscriversi, 13 anni fa, all’Unione industriale come titolare della Giupel (15 dipendenti, in maggioranza italiani), promette di dare una svolta ai rapporti tra cinesi e italiani a Prato. Partendo dalla forma, che in certi casi è sostanza: ha acquistato pagine intere di pubblicità per pubblicare una lettera aperta alla città e ha voluto che la cerimonia di insediamento alla presidenza si svolga nell’auditorium della Camera di commercio e non più nella fumosa stanza di un ristorante cinese al riparo da sguardi indiscreti. Un’operazione trasparenza, insomma, che strizza l’occhio agli amministratori locali e agli imprenditori tessili pratesi, coi quali Giulin vorrebbe creare un’alleanza che riesca finalmente a saldare la produzione tessile italiana col settore delle confezioni e dei pronto moda cinesi, all’insegna della qualità, come spiega nella sua lettera aperta.
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Il testo della lettera. «Con questa lettera voglio dare un messaggio chiaro di amicizia alla città di Prato - scrive Giulin - L’associazione di cui mi onoro di diventare presidente compie venti anni. Mi sembra giusto dire parole importanti sul rapporto tra la comunità cinese a quella pratese. Le nostre culture sono entrambe molto antiche, ognuna possiede una grande ricchezza. Sono anche molto diverse. Ma se faremo la fatica di parlare tra di noi si potranno fare cose grandi per il futuro dei nostri figli. È bello vedere ragazze e ragazzi italiani e cinesi che studiano insieme. Questo è il più rivoluzionario e concreto messaggio di speranza. Questi venti anni non sono stati facili. Ci sono stati grandi cambiamenti per i cinesi che sono arrivati a Prato e per i pratesi che li hanno accolti. Abbiamo fatto tutti una grande fatica, abbiamo sofferto. Oggi da parte mia e dell’Associazione di amicizia dei cinesi di Prato c’è la forte determinazione di fare coraggiosi passi in avanti perché la vita dei nostri cittadini sia sempre più armoniosa, perché ci sia giustizia sociale e rispetto delle regole. Non si deve più morire a causa delle condizioni di lavoro. L’Associazione è decisa a impegnarsi perché a chi lavora siano garantiti dignità, diritti e una casa. Anche attraverso iniziative concrete che stiamo studiando e che vogliamo proporre alle autorità e al Comune di Prato. So che ci vorrà tempo e tanta pazienza da parte di tutti ma vogliamo impegnarci. Prato è una città dalla grande tradizione tessile, oggi è conosciuta in Europa e nel mondo anche per la produzione di abbigliamento e pronto moda. Sono convinto che questo settore debba sempre più qualificarsi, con un rafforzamento del segmento medio alto. La produzione tessile italiana e la produzione del pronto moda cinese devono collegarsi. La sfida per tutti, imprese di cittadini cinesi e di cittadini italiani, è quella di affrontare insieme il commercio internazionale. Se siamo uniti si vince».
La cerimonia. L’insediamento di Giulin è fissato per le 15,30 alla Camera di commercio. È annunciata la presenza del console Wang Fuguo e di Fabio Massimo Iannucci, già ambasciatore italiano a Pechino.
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