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Prato

Droga, prostituzione e sporcizia: l’altra faccia della medaglia

Droga, prostituzione e sporcizia: l’altra faccia della medaglia

Sequestrati 54 macchinari accesi oltre l’orario consentito e 2.500 peluche senza l’indicazione di provenienza 

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PRATO. Droga, prostituzione, macchinari azionati oltre l’orario consentito dalla legge, commercio di giocattoli pericolosi, sporcizia nella cucina del kebab.

Nel giorno in cui il nuovo presidente dell’Associazione di amicizia dei cinesi promette un cambio di passo nei rapporti tra italiani e cinesi a Prato, nemmeno a farlo apposta si accumulano una serie di notizie che raccontano l’altra faccia della comunità cinese. Cinque situazioni ognuna slegata dall’altra che però ci fanno capire quanto sarà difficile per Xu Qiulin trasformare le buone intenzioni in buone pratiche.

Il tassista della droga. Ieri mattina un cinese residente a Prato, difeso dall’avvocato Veltri, ha patteggiato una condanna a due anni e otto mesi davanti al gup di Padova. Era stato arrestato nello scorso mese di maggio mentre portava 100 grammi di shaboo da Prato a Padova facendosi accompagnare da un tassista abusivo suo connazionale. Anche il tassista, difeso dall’avvocato Sabrina Serroni, fu arrestato, ma è stato scagionato dal corriere della droga e il giudice lo ha assolto.

Macchinari accesi di notte. Sanzioni per complessivi 6.200 euro, oltre al sequestro di 54 “taglia e cuci”, sono state applicate dalla polizia municipale ai titolari di alcune confezioni cinesi i cui dipendenti sono stati trovati al lavoro mercoledì notte oltre l’orario consentito dal regolamento comunale sulle attività produttive, cioè le 22. Il regolamento vieta l’azionamento dei macchinari nelle aziende artigianali e industriali che si trovano vicino alle abitazioni. Un problema annoso, che ancora non si riesce a risolvere.

Chiuso l’affittacamere-bordello. Un appartamento al primo piano di un condominio di via Pistoiese era stato trasformato in un affittacamere abusivo, con 14 posti letto, e quasi certamente in una casa a luci rosse cinese. Lo ha scoperto la polizia municipale nel corso di un’ispezione. All’interno dell’appartamento erano stati ricavati 14 posti letto e gli agenti hanno trovato tre donne orientali in abiti che non lasciavano molto spazio all’immaginazione, oltre a profilattici, gel lubrificanti e creme vaginali). L’appartamento è stato sequestrato e sono in corso accertamenti sull’affittuaria e sulla proprietà dell’immobile.

Sequestrati peluche pericolosi. La guardia di finanza ha sequestrato circa 2.500 peluche che erano stati messi in vendita in un negozio gestito da un commerciante cinese in via del Serraglio. I prodotti erano in prevalenza destinati alla fascia di età dei bambini fino a 14 anni e, riferisce la Finanza, posti in vendita senza le indicazioni in lingua italiana, della composizione merceologica, dell’importatore, del fabbricante, delle avvertenze o precauzioni d’impiego, oltre a essere di scarsa qualità. Il commerciante è stato sanzionato.

Chiuso il kebab sporco. Pioggia di multe e sequestro del locale per la titolare cinese di un kebab in via Roncioni. Mercoledì la Squadra interforze ha fatto un controllo e ha accertato insufficienti condizioni igienico-sanitarie nella cucina del locale, facendo scattare una multa di mille euro a cui se n’è aggiunta una da 2.000 per la mancata applicazione dei protocolli sanitari Haccp. Altre due multe di 5.000 e 3.000 euro sono state notificate alla titolare del kebab perché si è accertato che all’interno del locale venivano venduti cosmetici privi dell’etichetta in italiano, che sono stati sequestrati.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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