Sicurezza
La New Mill cede un ramo d’azienda
Montemurlo, quaranta dipendenti su sessanta in cassa integrazione, ma il trasferimento in un’altra filatura riguarderà 14 di loro
MONTEMURLO. Le acque erano agitate da settimane: prima la cassa integrazione ordinaria per una sessantina di dipendenti, richiesta l’8 settembre scorso per due mesi consecutivi, poi la decisione di cedere in affitto due giorni fa un ramo d’azienda. Un fulmine a ciel sereno per i sindacati che hanno potuto solo prendere atto della decisione a loro comunicata dalla New Mill, storico produttore di filati cardati e fantasia per maglieria e tessitura.
Secondo quanto riferito formalmente alle rappresentanze sindacali, l’azienda con sede a Montemurlo avrebbe dato in affitto la piccola attività di filatura a Cantagallo che dà lavoro a 14 addetti. E tutto questo mentre la Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil aspettavano dall’azienda di via Palermo una risposta alla loro richiesta di un incontro urgente con la famiglia Milanesi: è quest’ultima a guidare la New Mill di via Palermo e la Fashion Mill di via Udine, cinquanta candeline spente nel 2016. Ma quella risposta che attendevano non è arrivata, semmai la comunicazione di una scelta aziendale già operata senza alcun tipo di consultazione.
Da giorni infatti serpeggia un clima di preoccupazione tra i dipendenti così da spingere i sindacati a sollecitare un colloquio chiarificatore con la famiglia Milanesi, viste le voci che insistentemente girano tra cui anche il fatto che l’azienda sia in odore di concordato nonostante i pagamenti degli stipendi siano sempre stati puntuali negli ultimi tempi. Mentre al Tirreno Paolo Milanesi, responsabile della direzione marketing, ha negato telefonicamente che questo sia un periodo di sofferenza e difficoltà per la New Mill, ai sindacati veniva comunicata la cessione in affitto di un ramo dell’azienda a un’altra filatura (si fa il nome della filatura Santa Giusta che però non risulta nell’elenco delle imprese).
Comportamento peraltro contestato dagli stessi rappresentanti dei lavoratori perché per legge, nel caso di cessione di un’azienda che occupi più di 15 lavoratori, debba esserne data comunicazione alle rappresentanze sindacali almeno 25 giorni prima in modo che si possa procedere alla fase successiva di esame congiunto e consultazione. Non dunque a cosa avvenuta, come sarebbe successo con la New Mill.
Presto, presumibilmente la prossima settimana, si svolgerà un’assemblea sindacale con i lavoratori per discutere del trasferimento del ramo d’azienda anche se il confronto sarebbe comunque avvenuto alla luce dei forti malumori tra i dipendenti. Se da una parte il ricorso allo strumento degli ammortizzatori sociali rappresenta pur sempre un campanello d’allarme, vero è che in questa parte dell’anno il calo di lavoro è fisiologico spingendo diverse aziende a richiedere ore di cassa integrazione.
La New Mill è stata la prima realtà ad arrivare tre anni fa nel nuovo polo industriale di via Palermo, in un nuovo edificio certificato ad alta efficienza energetica, il primo in provincia a dotarsi di una copertura a pannelli fotovoltaici integrati nella struttura del tetto. Che non siano rose e fiori per il comparto dei filati sono gli ultimi dati della congiuntura industriale a confermarlo, diffusi da Confindustria Toscana Nord e relativi al secondo trimestre del 2017 (-6,6% la variazione tendenziale della produzione, da -11,6% del primo trimestre).
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