Attenzione
approvato il documento programmatico
Fondazione Cassa, si riparte da capo
PRATO. Fondazione Cassa di Risparmi, ultimo atto: il consiglio di indirizzo ieri ha approvato il documento programmatico (così da evitare il paventato commissariamento) con il quale si stanzia la...
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PRATO. Fondazione Cassa di Risparmi, ultimo atto: il consiglio di indirizzo ieri ha approvato il documento programmatico (così da evitare il paventato commissariamento) con il quale si stanzia la somma da destinare al sostegno di progetti nel campo della cultura e del sociale pari a un milione 200.000 euro, cifra identica a quella del 2016. Non solo, però, è stata anche indicata la data della prossima assemblea - tra il 20 e il 22 novembre, posticipata rispetto alle prime indicazioni - che dovrà portare all’elezione di sette componenti del consiglio (altri sette sono nominati) e successivamente all’elezione del presidente.
In piena attività i tre saggi, rappresentativi loro stessi delle grandi correnti che attraversano il corpo sociale della Fondazione, ai quali è stato delegato il compito di sondare umori e volontà dei 101 componenti dell’assemblea. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento di novembre con un pacchetto di sette nomi condivisi, così da evitare la terza “fumata nera”. Per consentire un’operazione che dovrebbe portare - nelle intenzioni - a un sostanziale rinnovamento del consiglio, con l’accordo di tutte le parti i giochi sono stati azzerati: i saggi sono ripartiti da capo, incassando il passo indietro dei sette consiglieri ricandidati per il bis (Emilio Riva, Domenico Mazzone, Gianmarco Piacenti, Franco Bini, Guido Moradei, Gennaro Berardono, Fabia Romagnoli) e dei “papabili” gettati nella mischia in prossimità delle assemblee di aprile e di ottobre.
Campo libero per ricostruire una lista di sette nomi il più possibile condivisa e sicuramente rappresentativa delle correnti forti interne all’ente, senza escludere che qualcuno degli ex alla fine possa ricomparire. Ce la farà, per esempio, la presidente uscente e ricandidata per il bis in zona Cesarini Fabia Romagnoli? Difficile ma possibile. Di certo i saggi sono impegnati a stilare una lista costituita da una percentuale alta di nomi inediti.
Cristina Orsini
In piena attività i tre saggi, rappresentativi loro stessi delle grandi correnti che attraversano il corpo sociale della Fondazione, ai quali è stato delegato il compito di sondare umori e volontà dei 101 componenti dell’assemblea. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento di novembre con un pacchetto di sette nomi condivisi, così da evitare la terza “fumata nera”. Per consentire un’operazione che dovrebbe portare - nelle intenzioni - a un sostanziale rinnovamento del consiglio, con l’accordo di tutte le parti i giochi sono stati azzerati: i saggi sono ripartiti da capo, incassando il passo indietro dei sette consiglieri ricandidati per il bis (Emilio Riva, Domenico Mazzone, Gianmarco Piacenti, Franco Bini, Guido Moradei, Gennaro Berardono, Fabia Romagnoli) e dei “papabili” gettati nella mischia in prossimità delle assemblee di aprile e di ottobre.
Campo libero per ricostruire una lista di sette nomi il più possibile condivisa e sicuramente rappresentativa delle correnti forti interne all’ente, senza escludere che qualcuno degli ex alla fine possa ricomparire. Ce la farà, per esempio, la presidente uscente e ricandidata per il bis in zona Cesarini Fabia Romagnoli? Difficile ma possibile. Di certo i saggi sono impegnati a stilare una lista costituita da una percentuale alta di nomi inediti.
Cristina Orsini
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