Il Tirreno

Prato

Di notte ad ascoltare il bramito del cervo

Di notte ad ascoltare il bramito del cervo

La classe 2D dell’istituto Margherita Hack ha raccontato in un articolo l’emozionante esperienza

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MONTEMURLO. Un’insolita esperienza nel bosco è diventata, per circa 25 alunni dell’istituto comprensivo “M. Hack” di Montemurlo, l’occasione per fare scuola di giornalismo, insieme alle loro insegnanti Nadia Vinciprova, Elena Romanelli e chi scrive, collaboratrice del “Tirreno”. Il risultato è un racconto che illustra una gita alla scoperta del territorio e delle sue manifestazioni concrete, a partire dal bramito del cervo nel periodo delle sfide notturne per la conquista della femmina. Una lezione che è iniziata con una lunga passeggiata che dalla scuola ha portato gli alunni sulle colline di Montemurlo, ad Albiano, dove gli alunni hanno allestito un campo base con le tende e da dove è iniziata una lezione di due giorni a stretto contatto con la natura, culminata poi in classe, nei giorni successivi, in una breve lezione di giornalismo con ""Il Tirreno". «La sfida d’amore nella notte per la conquista della femmina – scrivono gli studenti - si annuncia con un rumore profondo che giunge dal buio del bosco: è Il bramito del cervo in amore che dà il via alla lotta e che un’intera classe, la 2D dell’Istituto “M. Hack” ha potuto ascoltare sulla collina di Albiano, grazie a un progetto dedicato alla scoperta del territorio portato avanti dalle insegnanti Nadia Vinciprova ed Elena Romanelli, supportate dalla guida ambientale Cinzia Gianassi. In una giornata di inizio autunno accompagnati dalle insegnanti e dalla guida, i venticinque alunni hanno affrontato un’escursione nel bosco muniti di zaino, mappa e tablet, alla scoperta di segni del passato e imparando a riconoscere la natura intorno a loro. Gli studenti hanno così potuto condividere per la prima volta il buio della notte, i rumori del bosco e l'emozionante suggestione di suoni allo stesso tempo teneri e brutali. «È stata un’esperienza emozionante – racconta Adele – soprattutto per la notte trascorsa dentro le tende, circondati dal buio più assoluto». «Camminare nel bosco di notte – dice Gabriele – è stato bellissimo, anche se all’inizio – aggiunge ancora Gianmarco – è stato molto pauroso, almeno fino a quando gli occhi non si sono abituati al buio».

Francesca Vattiata

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