Il Tirreno

Prato

«Uno e trino, vi spiego come si fa»

«Uno e trino, vi spiego come si fa»

Il dirigente Pierucci si divide fra uno scientifico, un artistico e un professionale

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PRATO. Se gliel’avessero chiesto prima, molto probabilmente avrebbe rifiutato. Non per scarso spirito di servizio ma perché oggettivamente non è facile dividersi tra due articolazioni territoriali del liceo artistico Brunelleschi, la principale a Montemurlo e la succursale a Prato (centro Ventrone), e la sede del liceo scientifico Livi in via Marini. Ma al preside Tiziano Pierucci quest'anno la reggenza è stata assegnata d’ufficio per l’istituto professionale Marconi rimasto orfano di dirigente (anche lui reggente) dopo il pensionamento di Rolando Casamonti. In effetti, l’articolo 19 del contratto nazionale di riferimento prevede che il dirigente scolastico sia tenuto ad accettare gli incarichi aggiuntivi conferiti dall’ufficio scolastico regionale. Preside Pierucci, cosa la amareggia di più di questa situazione?«La reggenza mi è stata assegnata d’ufficio, non l’avrei mai scelta ben sapendo il carico di lavoro che comportano due licei». E invece si ritrova a gestire anche l’istituto professionale Marconi, una realtà per molti aspetti complessa perché da tempo non ha una continuità nella dirigenza scolastica. «Esatto. Si tratta di una scuola che meriterebbe una presenza più costante del preside per tutta una serie di motivi. Sa cosa mi dispiace di più?». Racconti. «I ragazzi sono i primi ad avvertire l’assenza del preside, la mancanza fisica di una guida. Qualche giorno fa ho fatto un giro di classi al Marconi e qualcuno mi ha chiesto se ero “fisso”. Di questa situazione di disagio ci rimette la scuola». Come si organizza le giornate?«Qui non ci s’annoia mai! Raddoppiano gli impegni tra collegi dei docenti, consigli di istituto, consigli di classe, incombenze burocratiche, incontri con genitori e studenti…». Uno scientifico, un artistico fuori dal territorio comunale e un professionale: qual è la ricetta per mandare avanti tre realtà così differenti?«La delega in questi casi è fondamentale. E io ho la fortuna di essere affiancato da tre brave vice presidi». Il prossimo concorso servirà a tamponare l’emergenza presidi? « Dubito che per settembre 2018 avremo i nuovi immessi. Sono perplesso anche sui requisiti del bando: troppo elevate le competenze linguistiche richieste agli aspiranti dirigenti».(mar.la.)

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