Il dolore
Suap: procedura unica per tutti i comuni pratesi
È il risultato della semplificazione dei Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive) che uniforma i metodi per il rilascio dei permessi per le attività produttive in tutte e sette le amministrazioni comunali del territorio provinciale
PRATO. Le procedure da seguire per avviare o ampliare un’attività produttiva saranno, da oggi in poi, le stesse in tutti i Comuni dell’area pratese. È il risultato della semplificazione dei Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive) che uniforma i metodi per il rilascio dei permessi per le attività produttive in tutte e sette le amministrazioni comunali del territorio provinciale. Perciò i documenti da presentare, i moduli da compilare e gli iter da seguire per aprire un’attività a Montemurlo saranno gli stessi necessari a Prato, o nei Comuni medicei e in Valbisenzio. «È un passo avanti per eliminare la burocrazia e facilitare i cittadini - commenta l’assessore alle Attività produttive del Comune di Prato Daniela Toccafondi -. C’erano infatti delle differenze che disorientavano gli imprenditori (in particolare quelli che hanno attività con più sedi sparse sul territorio). Con un’omogeneità a livello provinciale è invece più facile muoversi».
«Quella legata al SUAP era l’esigenza di semplificazione più sentita dal territorio - spiega il sindaco Matteo Biffoni -. Rendere le pratiche per aprire un’attività più snelle per cittadini e imprese è la risposta ad una richiesta importante che viene dalla comunità». L’accordo intercomunale è il risultato della sperimentazione di RiformAttiva, il progetto promosso a livello nazionale dal Dipartimento della Funzione Pubblica per accompagnare l’attuazione della riforma Madia della pubblica amministrazione, che ha scelto Prato, insieme ad altre 14 amministrazioni italiane (tra Comuni, Province e Regioni), come enti pilota per elaborare nuove soluzioni in quattro aree di interesse: semplificazione, risorse umane, società a partecipazione pubblica, trasparenza e accesso civico. La sperimentazione pratese, alla quale il Dipartimento ha collaborato con consulenza e formazione, riguarderà i primi due ambiti.
«Il governo ha scelto Prato perché (come i Comuni limitrofi) rispondeva ad una serie di requisiti positivi - spiega il sottosegretario alla Funzione Pubblica Angelo Rughetti -. Il lavoro di queste città sarà messo a disposizione, come modello, di altre 60 amministrazioni italiane e in seguito, di tutte quelle del territorio nazionale. L’obiettivo è standardizzare a livello nazionale i procedimenti amministrativi, producendo così un reale cambiamento dei comportamenti, che rende la riforma concreta». L’altra novità introdotta nel Comune di Prato con la sperimentazione riguarda la valutazione del personale della pubblica amministrazione. In vista delle “pagelle” di dirigenti e funzionari, rese note ogni anno anno insieme al bilancio dell’ente, cambieranno i metodi di valutazione, che risponderanno ad obiettivi definiti a livello nazionale (oltre a quelli interni all’amministrazione), e saranno attuati da un nucleo esterno. La valutazione inoltre coinvolgerà di più anche i cittadini.
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