Il Tirreno

Prato

Ecco un altro autovelox: sarà acceso entro 20 giorni

Paolo Nencioni
L'autovelox in via Bologna prima della galleria per la Valbisenzio
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L'autovelox in via Bologna prima della galleria per la Valbisenzio

Prato, installato in via Bologna vicino alla galleria della Madonna della Tosse, la messa in funzione è una corsa a ostacoli tra cavilli e regole cervellotiche

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PRATO. Se i sei occhi elettronici che fino a pochi giorni fa controllavano la velocità sul viale Leonardo da Vinci e sul viale Nam Dinh sono stati costretti a chiudersi in forza di una sentenza del giudice Simoni (per la Declassata) e di un’autonoma decisione del Comune (per la tangenziale), eccone spuntare un altro in via Bologna, all’imbocco della regionale 325 che porta in vallata.

L’autovelox è stato installato giovedì in prossimità della galleria della Madonna della Tosse e dovrebbe entrare in funzione nel giro di tre settimane. Sarà bidirezionale, nel senso che controllerà sia chi viene da Prato sia chi scende da Vaiano (finora ce n’era uno solo in direzione Prato), col sistema delle “spire” elettromagnetiche piazzate sull’asfalto (dunque misurerà la velocità in quel punto). Rientra nel comune di Prato, ma interesserà soprattutto chi abita in Valbisenzio, andando ad aggiungersi agli altri autovelox che punteggiano la 325.

E se nel caso degli autovelox della Declassata il Comune ha imparato a proprie spese quanto possa essere farraginosa la normativa in materia, anche il “parto” dell’autovelox alla Madonna della Tosse non sarà indolore. Quando sarà fatto l’allaccio alla rete elettrica e sistemate le “spire” bisognerà procedere alla taratura dell’apparecchio, che sembra una cosa semplice ma non lo è affatto. Tutte le tarature passano attraverso Accredia, che è l’Ente unico di accreditamento e certificazione designato dal governo, che incassa una cifra di tutto rispetto per la prima taratura (si parla di 15.000 euro) e poi passa all’incasso (con tariffe più basse) per le successive tarature annuali.

Teoricamente l’autovelox dovrebbe essere tarato effettuando cento passaggi a velocità comprese tra 30 e 230 chilometri orari. Ora, siccome la polizia municipale non vuole schiantarsi nella galleria per fare la prova, è stata chiesta una deroga al ministero dei Trasporti per fare passaggi fino a 130 chilometri orari (nell’occasione verrà chiusa la strada). Questo comporta una conseguenza di non facile comprensione a chi non s’intende di cavilli: se un’auto sfreccerà sotto l’autovelox a 150 all’ora la velocità verrà rilevata ma non si potrà fare la multa perché la taratura è garantita fino a 130.

Non è l’unica complicazione. Per mettere in funzione l’autovelox serve una certificazione e una dichiarazione di conformità del costruttore, poi una prova di funzionalità e come se non bastasse, una ulteriore verifica di corretto funzionamento da fare alla presenza della polizia municipale. Insomma, l’installazione di quel palo dotato di telecamera diventa una vera e propria impresa, ma sarà al riparo da sentenze perché via Bologna è considerata una strada extraurbana secondaria. Lì si può controllare la velocità in automatico, sulla Declassata no.


 

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