Il Tirreno

Prato

La città della salute: alberi e tetti verdi contro lo smog

La città della salute: alberi e tetti verdi contro lo smog

È la novità del piano operativo: la natura come base della pianificazione allo studio altre tre aree: ai Ciliani, a San Paolo e alle Fonti connesse tra loro

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Potrà capitare che chi si rivolge agli uffici tecnici del Comune, per esempio, per una nuova palazzina da edificare si sentirà rispondere che va tutto bene a patto che il tetto sia del tipo “green roof”, ovvero un “tetto verde”, isolato cioè con terra e un manto di erba. Oppure che, nel caso di una trasformazione edilizia di un’area ex industriale, in aggiunta alla quota di parcheggi il progetto debba prevedere la piantumazione di “tot” numero di alberi. Strano? Non proprio. Si tratta di una delle novità del piano operativo (ex regolamento urbanistico) confezionato dalla squadra dell’assessore Valerio Barberis, arrivato nella fase della partecipazione, che ribalta il punto di vista della pianificazione che si è occupata, fino a oggi, di definire la quota di costruito o di nuove costruzioni, e che nel nuovo strumento invece utilizza la natura come base per progettare lo sviluppo della nuova città: aree verdi, parchi, zone coltivabili, orti, giardini, corridoi verdi, diventano la rete di connessione entro la quale stanno le isole edificate. Insomma la natura come strumento di pianificazione «alla stregua - spiega Barberis - delle strade, della fibra ottica, delle aree industriali piuttosto che di quelle commerciali. E’ un salto culturale forte ma che riguarda temi sui quali l’Europa ha avviato già una riflessione importante». A partire da una constatazione: i tre quarti della popolazione europea vive nelle città. «Ma sono proprio le città nelle quali le conseguenze dell’inquinamento e delle mutazioni climatiche - prosegue Barberis - si manifestano con più potenza». Dunque, bisogna correre ai ripari. «E siccome il sistema per mitigare fenomeni che nelle città rischiano di diventare incontrollabili c’è, anche Prato - prosegue l’assessore - ha deciso di studiarne l’utilizzo». Tipi di alberi che produco più ossigeno di altri, che mitigano il calore e assorbono l’inquinamento, piante, erba, terra su tetti e facciate che isolano e proteggono. Questi sono i sistemi usati dalla pianificazione della natura « che ha come obiettivo ultimo la salvaguardia della salute». Concetto non nuovo per Prato ma che il piano operativo ha l’obiettivo di estendere su ogni area non importa se pubblica o privata ma anche su ogni nuova edificazione o trasformazione.Il progetto Riversibility - il parco della salute e del buon vivere sul Bisenzio - va già in questa direzione, un altro parco sarà quello nell’ex ospedale. Ma altri tre sono allo studio: uno alle Fonti (davanti all’area ex Banci con una connessione al futuro parco urbano lungo la Declassata); il parco di San Paolo, lungo l’asse verde che arriva fino in via Galcianese e il parco dei Ciliani nell’area della pista d’atletica. «Si tratta di aree verdi già esistenti - prosegue Barberis - che resteranno tali ma che vorremmo connettere tra di loro attraverso corridoi verdi ancora da studiare o semplicemente alberando le strade». E siccome natura e tecnologia non sempre sono inconciliabili, la sfida della pianificazione green di Prato passa anche attraverso «la quantificazione dei benefici che uno sviluppo ecologico della città può portare». Ed è qui che entra in ballo la sperimentazione 5G, progetto sul tavolo dell’assessore Benedetta Squittieri. «Grazie alla forte implementazione della connessione - conclude Barberis - saremo in grado di elaborare l’enorme massa di dati che sensori collocati nella rete del verde ci invieranno». Benvenuto futuro.

Cristina Orsini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa