Il dolore
«Agenti aggrediti da un detenuto» Protesta il sindacato
Il Sappe punta l’indice contro un ex calciante fiorentino che avrebbe colpito due agenti della polizia penitenziaria
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PRATO. Ieri era in programma nel carcere di Prato una visita del nuovo provveditore regionale penitenziario Antonio Fullone, ma proprio ieri è arrivata la notizia di una grave aggressione di un detenuto pluripregiudicato e recidivo in atti di violenza tra le sbarre ai danni di un poliziotto penitenziario. Il fatto è accaduto ieri mattina prima delle 9, e ne dà notizia il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe.
Ricostruisce l’accaduto Pasquale Salemme, segretario regionale del Sappe: «Stamattina, prima delle 9, un detenuto ristretto a Prato (il famoso Guadagnolo) ha sferrato un pugno ad uno degli agenti di servizio e ne ha colpito un altro alla mano. Entrambi facevano parte della scorta che doveva accompagnare il ristretto ad una visita ospedaliera. I colleghi si trovano al pronto soccorso. Gli episodi di violenza ai danni dei colleghi nel carcere di Prato sono oramai all’ordine del giorno. Peraltro, proprio oggi il neo provveditore Antonio Fullone effettuerà una visita al carcere di prato dove incontrerà anche le organizzazioni sindacali locali. Il detenuto si trova a Prato da meno di un mese, dopo le innumerevoli aggressioni perpetrate a Sollicciano».
Quello che il Sappe definisce “il famoso Guadagnolo” è Roberto Guadagnolo, ex calciante del calcio storico fiorentino, che già nel 2000 denunciò di essere stato pestato dagli agenti di polizia penitenziaria quando era detenuto nel carcere livornese delle Sughere. Per quell’episodio furono condannati in primo grado sette agenti di custodia per abuso d’ufficio e lesioni. Più di recente Guadagnolo è stato protagonista di una lite con gli agenti di polizia penitenziaria della Dogaia perché non gli volevano far vedere il cane durante un colloquio. Quel giorno il detenuto si rese protagonista di alcuni danneggiamenti, poi gli fu concesso di vedere il cane e la polizia penitenziaria se la prese col direttore del carcere sostenendo che certi comportamenti non dovevano essere premiati, mentre il direttore spiegò che in base al regolamento è possibile chiede che un animale sia ammesso al colloquio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ricostruisce l’accaduto Pasquale Salemme, segretario regionale del Sappe: «Stamattina, prima delle 9, un detenuto ristretto a Prato (il famoso Guadagnolo) ha sferrato un pugno ad uno degli agenti di servizio e ne ha colpito un altro alla mano. Entrambi facevano parte della scorta che doveva accompagnare il ristretto ad una visita ospedaliera. I colleghi si trovano al pronto soccorso. Gli episodi di violenza ai danni dei colleghi nel carcere di Prato sono oramai all’ordine del giorno. Peraltro, proprio oggi il neo provveditore Antonio Fullone effettuerà una visita al carcere di prato dove incontrerà anche le organizzazioni sindacali locali. Il detenuto si trova a Prato da meno di un mese, dopo le innumerevoli aggressioni perpetrate a Sollicciano».
Quello che il Sappe definisce “il famoso Guadagnolo” è Roberto Guadagnolo, ex calciante del calcio storico fiorentino, che già nel 2000 denunciò di essere stato pestato dagli agenti di polizia penitenziaria quando era detenuto nel carcere livornese delle Sughere. Per quell’episodio furono condannati in primo grado sette agenti di custodia per abuso d’ufficio e lesioni. Più di recente Guadagnolo è stato protagonista di una lite con gli agenti di polizia penitenziaria della Dogaia perché non gli volevano far vedere il cane durante un colloquio. Quel giorno il detenuto si rese protagonista di alcuni danneggiamenti, poi gli fu concesso di vedere il cane e la polizia penitenziaria se la prese col direttore del carcere sostenendo che certi comportamenti non dovevano essere premiati, mentre il direttore spiegò che in base al regolamento è possibile chiede che un animale sia ammesso al colloquio.
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