Il Tirreno

Prato

Vale oro il lotto di Iolo Terreno pagato 32 milioni

di Paolo Nencioni
Vale oro il lotto di Iolo Terreno pagato 32 milioni

Offerta record dell’imprenditore Bigagli rispetto alla base d’asta del Comune (21) Pensava di dover battere un’agguerrita concorrenza ma la sua era l’unica busta

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PRATO. Col senno di poi, l’imprenditore Sauro Bigagli, 70 anni, commerciante di tessuti e immobiliarista, ci ha rimesso 11 milioni di euro in un amen: ha acquistato dal Comune 46.000 metri quadri edificabili accanto al campo di rugby di Iolo per 32 milioni di euro quando avrebbe potuto prenderli a 21 milioni, che era la base d’asta.

Martedì non deve aver passato una notte tranquilla, Bigagli. Solo lui e i suoi collaboratori conoscevano l’importo dell’offerta presentata all’asta del Comune per il terreno di Iolo, e alle 13, alla scadenza del termine, ha scoperto che la sua era l’unica offerta presentata. Un’offerta pensata per battere una concorrenza che si è rivelata inesistente, e che dunque lo costringerà a sborsare un terzo in più della base d’asta fissata dal Comune se non vorrà rimetterci la caparra, un assegno di due milioni e centomila euro.

Il Comune, che di questi tempi ha un disperato bisogno di soldi (grazie alle sentenze sugli swap e sugli autovelox, oltre alle consuete ristrettezze di bilancio) gongola, anche se il tesoretto non potrà essere usato per la spesa corrente (leggi servizi) ma solo per gli investimenti. Bigagli invece può recriminare, ma probabilmente ha pagato il prezzo di mercato. La sua Esse Bi Esse srl, di cui detiene il 12,5% delle quote (ripartite per il resto tra Silvia e Sara Bigagli, 37,5% a testa, e Santina Corrocher, 12,5%) è attiva nel settore immobiliare dal 1991 e si suppone che l’imprenditore abbia fatto i suoi conti. Il Comune, con l’assessore al patrimonio Valerio Barberi, ritiene che la base d’asta fosse congrua, ma l’impressione è che certe stime non tengano conto del fatto che i prezzi dei terreni edificabile del Macrolotto di Iolo, riserva di caccia dei confezionisti cinesi, siano schizzati alle stelle. Sia come sia, al Comune è andata bene, perché comunque incasserà parecchio, e alla fine andrà bene anche all’immobiliarista, che guadagnerà sulle future costruzioni.

Bigagli ieri si è negato al telefono nella sede della sua Sb srl di via Perlasca, dove commercia tessuti, ma l’ipotesi è che a Iolo, tra via Longobarda e via Ghisleri, voglia realizzare alcuni grossi capannoni industriali (il terreno effettivavamente edificabile è di 23.000 metri quadri, fino a 8 metri di altezza) per poi affittarli agli imprenditori cinesi che vogliono fare affari a ridosso del Macrolottino di Iolo (tra via Calabria e via Piemonte). Chi lo conosce lo descrive così: non uno che si limita a comprare un terreno per rivenderlo al miglior offerente, ma uno che costruisce e mette a reddito, non solo a Iolo ma anche in molte altre zone della città.

Per capire come mai l’immobiliarista sia stato colto in contropiede dalla mancanza di altre offerte per il terreno di Iolo bisogna dire che, secondo quanto trapela dagli uffici comunali, negli ultimi mesi c’erano state numerosissime manifestazioni di interesse per quel terreno. In pratica c’era la fila dei professionisti per dare un’occhiata alle carte e sembrava scontato che ci sarebbe stata un’asta combattuta. In particolare nelle ultime ore circolava la voce che ci fossero due cordate cinesi pronte a sborsare un bel po’ di quattrini, ma a quanto pare ci hanno ripensato. C’erano però due gruppetti di cinesi ieri mattina nella sede dell’ex Circoscrizione centro in via dell’Accademia, quando il funzionario Massimo Nutini ha aperto la busta con l’offerta di Bigagli. Hanno sentito la cifra e se ne sono andati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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