Il Tirreno

Prato

«Io l’Iliade ai ragazzi cinesi la spiego così»

«Io l’Iliade ai ragazzi cinesi la spiego così»

Al Gramsci-Keynes l’esperimento-pilota ideato da un ’insegnante per far capire il poema omerico a chi è digiuno d’italiano

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PRATO. Achille, Ettore, Agamennone, Menelao: è tempo di spiegare l’Iliade in classe. Dal poema omerico non si prescinde, il programma per la prima superiore è chiaro su questo. Vai però a spiegare il conflitto tra gli Achei e i Troiani a un ragazzino cinese di 15 anni che a stento mastica l'alfabeto occidentale. Il rischio è che l’attività della classe rallenti, che gli alunni italiani vadano avanti con l’epica e gli altri no. Certo, ci sono i corsi di italiano L2 ma si sta affermando una nuova frontiera dell’intercultura, quella della didattica semplificata e adattata a bisogni linguistici particolari ma con contenuti disciplinari. C’è una docente dell’istituto Gramsci-Keynes, una che insegna lì lettere da 25 anni e da 17 si occupa di intercultura, che l’ha messa in pratica, studiando un metodo particolare per insegnare l’Iliade ai ragazzi cinesi. Teresa Paladin ha scritto un testo di suo pugno, condensando in una cinquantina di pagine – frutto di quattro mesi di lavoro – la via per declinare l’epica omerica su misura per gli studenti cinesi a digiuno di italiano: una selezione di contenuti, passaggi chiave della narrazione omerica, sintetizzati in un sistema semplificato di personaggi e divinità, con il corredo di immagini mutuate dalla storia dell’arte e corrispondenti al contenuto letterario illustrato. «Ho inserito anche le parole in neretto e una batteria di esercizi finali: il materiale è disponibile in power point per essere proiettato in classe e nella versione cartacea», spiega Teresa Paladin, responsabile intercultura al Gramsci-Keynes, che punta a completare la collana omerica anche con l’Odissea. I suoi alunni cinesi, cinque nella prima classe dell’indirizzo, non vedono già l’ora di cimentarsi col nuovo strumento. Dove la scuola è un caleidoscopio (e a Prato lo è) la didattica si fa anche con l’invenzione di nuovi linguaggi: nella scuola multiculturale, del resto, bisogna anche saper mettere in gioco metodologie nuove. E la nuova versione dell’Iliade adattata ai bisogni linguistici degli studenti cinesi fa già scuola all’estero. Il testo è stato presentato dall’autrice a fine settembre, durante un corso di formazione specifico tenutosi a Siena, alla presenza di colleghi provenienti da Belgio, Grecia, Portogallo, Francia e Lituania. I più entusiasti? Senza dubbio i docenti greci, rimasti affascinati da questo modello “semplificato” pensato per avvicinare gli studenti cinesi ai celebri capolavori di Omero anche se le loro competenze linguistiche sono scarse. «Così i ragazzi cinesi lavoreranno con il loro fascicolo riadattato – prosegue Paladin - gli italiani sul testo classico, fino ad arrivare a verifiche differenziate». Nessuno così rimarrà indietro in classe: quest’anno al Gramsci-Keynes, guidato dal neo preside Stefano Pollini, gli alunni di nazionalità straniera sono 298, di cui 111 stranieri in prima (75 cinesi). Se non ci fosse stato il testo autoprodotto, molto probabilmente l’insegnante di lettere avrebbe adottato dei moduli “semplificati” che usa, ad esempio, per spiegare altre materie come la storia. L’Iliade per gli studenti cinesi rappresenta il frutto di tanti anni di impegno profuso nell’intercultura a partire dal 2007, quando la Provincia iniziò a dettare le linee programmatiche per l’educazione interculturale e la formazione mirata degli insegnanti, dando loro due anni fa la possibilità di comporre e adottare in classe testi propri. «Ho sempre creduto molto nel diritto allo studio degli alunni stranieri – conclude Paladin - in un mondo in cui cultura e intercultura s’intrecciano indissolubilmente».

Maria Lardara

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