Il Tirreno

Prato

Un'ottantina di persone "in marcia" per Gonfienti - Video

I partecipanti alla marcia per Gonfienti in piazza del Comune
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I partecipanti alla marcia per Gonfienti in piazza del Comune

Prato, il trekking annuale organizzato da cittadini e associazioni per ricordare a "una città distratta" lo stato di abbandono dell'area archeologica

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PRATO. Il cartello attaccato sulle schiene dei partecipanti è identico: “La marcia giusta. Per non dimenticare Gonfienti”. L’unica cosa che cambia è la dedica: a Fiorenzo Gei, presidente del Cai e direttore del Centro di scienze naturali di Galceti, strenuo sostenitore del rilancio dell’area archeologica, vittima di un incidente stradale avvenuto il 24 maggio scorso.

L’edizione 2017 della marcia che ha l’obiettivo di ricordare a una “città distratta” che tra i beni storici e culturali, patrimonio comune, c’è anche la città etrusca sul Bisenzio, ha raddoppiato i partecipanti. Almeno un’ottantina di persone – scarpe da trekking, un paio di cani al guinzaglio - sono partite da piazza del Comune alle 14,30 di domenica 15 ottobre, per raggiungere l’area archeologica ultimamente ripulita dalle erbacce, “e una volta giunti a destinazione fare la commemorazione” dice qualcuno scherzano. Perchè di Gonfienti ormai si parla come di un defunto eccellente.

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“L’area è come sempre chiusa e abbandonata. In più c’è solo un cartello nel quale c’è scritto “Prevenzione archeologica” e la cifra di 40.000 euro. Ovvero quel che è stato speso per tagliare l’erba”. A parlare è Franco Focosi, membro dell’associazione archeologica l’Offerente di Prato, che non più tardi di un mese e mezzo fa ha incontrato il sindaco Matteo Biffoni per offrirgli nuovamente, ovviamente a titolo gratuito, la disponibilità dell’associazione a prendersi cura di Gonfienti. Ma nessuna risposta è arrivata.

Di altre novità non ce ne sono: nessuno scavo in vista, nessun progetto sui tavoli, non si sa se la Regione alla fine abbia perfezionato l’acquisto dell’area annunciato ormai da un paio di anni, si sa invece che la parte nobile dei reperti trovati nella domus etrusca è ancora imballata nella casse depositate nel futuro museo archeologico di Campi Bisenzio (pezzi non visibiIi) e l’altra parte, meno di valore, è rinchiusa forse dentro l’ex Mulino ma la certezza non c’è.

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In testa alla colonna, come sempre, l’attrice e regista Maila Ermini e l’architetto Giuseppe Centauro, docente all’Università di Firenze , accompagnati quest’anno dal presidente dell’associazione Via etrusca del ferro di Firenze, Carlo Alberto Gazzono, direttore del dipartimento Scienze della terra all’Università di Firenze e amico di Gei.

“Se ha senso continuare a organizzare le marce per Gonfienti? - attacca Ermini – Me lo sono chiesto anche io e la risposta è stata sì e per due motivi: perché è necessario che gli amministratori dicano la verità, qualunque essa sia, sul futuro dell’area tanto più che il rilancio era elencato tra le cose da fare contenute nel programma del sindaco e perché bisogna smetterla di affrontare le questioni legate alla cultura e alla storia cittadina attraverso la lente dell’”eccellenza”. Il futuro di Gonfienti sta a cuore a un piccolo gruppo di cittadini che non hanno sponsor politici, non hanno partiti dietro le spalle ma che hanno ugualmente il diritto di essere ascoltati”.

Secondo Centauro è un modo “per continuare a denunciare lo stato di degrado, abbandono e disinteresse di uno dei siti storici più importanti di Prato. Almeno una volta l’anno è giusto provarci”.

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