Attenzione
Sui bus della Cap la multa sa di beffa per i non morosi
Sanzione di 10 euro per chi pur avendo l’abbonamento o il ticket orario obliterato e non scaduto, non lo ritimbra ogni volta che sale sul pullman
PRATO. Capita di avere obliterato il biglietto orario da settanta minuti, dopo mezz’ora cambiare autobus e venire multato perché non si è nuovamente obliterato il biglietto. Capita di avere sottoscritto un abbonamento trimestrale o annuale con decorrenza dal 1 settembre e il 12 ottobre venire multato perché non si è riusciti ad obliterarlo, per la trentesima volta, salendo sull’autobus superaffollato. Direte che non può essere. Ed invece capita sugli autobus della Cap dove i controllori applicano la sanzione di dieci euro per la violazione dell’art. 25 comma 2 della legge regionale 42 del 1998. E che cosa dice questo comma? Recita testualmente: «I soggetti esercenti i servizi di trasporto pubblico sono tenuti ad adottare la Carta dei servizi dei trasporti sulla base dello schema approvato con deliberazione della Giunta regionale in attuazione dell'articolo 5, comma 2, lettera l). (42)» Avete capito qualcosa? No? No, perché forse neppure un legale riuscirebbe a districarsi nella selva fatta di commi, leggi e delibere emesse sull’argomento e ai quali quel comma rinvia.
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Alla Cap in piazza Duomo non fanno che ricevere lamentele e proteste. Anche gli impiegati non sanno cosa rispondere se non sollevare le mani al cielo dicendo che è la legge a stabilirlo e che “forse” i controllori dovrebbero usare maggior buonsenso. Ma, soprattutto, non sanno a loro volta dare una spiegazione su quale sia la ratio per cui una persona che ha obliterato alle 10,33 il suo biglietto orario di settanta minuti, venga multato alle 11,10 non perché è moroso, visto che il biglietto è stato regolarmente pagato ed obliterato ventisette minuti prima e che scadrà inevitabilmente alle 11.42, bensì solo perché non ha rinnovato l’obliterazione sul nuovo autobus. Qualcuno potrebbe pensare che la nuova obliterazione potrebbe servire a favore del passeggero perché se lo ha obliterato quando il biglietto è ancora valido (nel caso precedente facciamo l’ipotesi che sia stato obliterato la seconda volta alle 11,35) per permettergli di arrivare a destinazione alle 11,45 senza dover pagare un secondo biglietto. «No – dicono alla Cap – Se i 70 minuti sono scaduti dalla prima obliterazione allora bisogna comunque fare un secondo biglietto, altrimenti si viene multati esattamente come chi non è in possesso di alcun biglietto». A questo punto quindi non resta che una domanda. Cui prodest?
Perché costringere il possessore di un abbonamento che ha una data di inizio ed una di fine a timbrarlo sistematicamente quando sale su un bus? Non basta esibirlo al controllore? A cosa serve riobliterare il biglietto orario nel momento in cui c’è una obliterazione iniziale che ne sancisce anche l’inevitabile orario di scadenza? La Regione deve ben più di una spiegazione.
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