Il Tirreno

Prato

Il distretto tessile ha fame di manodopera specializzata

Maria Lardara
Un'azienda tessile
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Un'azienda tessile

Mentre in Italia monta la protesta degli studenti contro l’alternanza scuola-lavoro, Prato ci scommette Firmata un’intesa tra industriali e scuole per avvicinare gli studenti al mondo dell’imprenditoria

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PRATO. Marco ha 28 anni e da sempre il pallino del colore: da dieci anni lavora al Gruppo Colle. A 26 anni Elvira è già diventata responsabile ufficio acquisti della Cunningam mentre la diciannovenne Lucrezia si occupa di controllo qualità alla Pinori Filati. Il più giovane è Matteo, da appena 15 giorni entrato alla Nuove Fibre: a vent’anni si occupa di “solidità” dei tessuti.

Storie e volti di giovani legati a doppio filo al tessile che diventano protagonisti di un video curato da Confindustria Toscana Nord: si sono diplomati negli istituti superiori pratesi, in un distretto che conta oltre 33mila addetti (tessile-abbigliamento), l’80% del settore in Toscana e il 15% in Italia. Nel giorno in cui a Torino e in altre città italiane gli studenti scioperano contro il modello dell’alternanza scuola-avoro, a Palazzo dell’Industria è stato firmato un protocollo d’intesa tra Confindustria Toscana Nord da una parte, Itis Buzzi e liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo dall’altra, allo scopo di rafforzare collaborazioni già esistenti.

Tutto questo mentre prende il via la rassegna “È di moda il mio futuro” per avvicinare i ragazzi al tessile con le porte del Palazzo che si aprono oggi ai ragazzi delle scuole medie e alle loro famiglie (50 adesioni) alle prese con la scelta delle superiori: si replica lunedì nella stessa sede con le testimonianze di Gaia Gualtieri e Giovanni Gramigni. Martedì il via alle visite aziendali, mentre si torna agli studenti delle medie mercoledì al Museo del Tessuto, impegnati in laboratori. Saranno premiati infine i ragazzi più creativi che hanno partecipato al concorso “La mia t-shirt creativa” e “Io e l’industria della moda”.

«L’aver inglobato il comparto calzaturiero fa sì che possano essere replicate sul nostro territorio altre esperienze di interazione tra il mondo della scuola e quello delle aziende che hanno riscosso successo», osserva Andrea Cavicchi, responsabile della sezione moda di Confindustria Toscana Nord. Ma quali sono profili più richiesti oggi nel tessile? Servono soprattutto cardatori, ramosai, chimici, periti tessili, esperti nel controllo di gestione, capi reparto, modellisti: c’è fame di manodopera specializzata.

«Il tessile sta riprendendo fiato, non è un caso che si stia tornando a parlare di assunzioni, grazie anche a una rinnovata attenzione politica per il settore», ammette Cavicchi. Il punto è che, come ricorda il preside del Buzzi Erminio Serniotti, «spesso le aziende tessili chiedono nominativi alla scuola ma non trovano le figure che cercano», mentre il suo collega Tiziano Pierucci (dirigente del liceo Brunelleschi) ricorda gli ultimi investimenti per l’acquisto di nuovi software didattici per la sezione moda. Infine, un dato: il manifatturiero nel 2016 ha creato tanti posti di lavoro perché il saldo tra avviamenti e cessazioni è positivo (+3.223, -651 nei servizi e -358 nel commercio)


 

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