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Congelati i 34 esuberi alla tessitura Penelope

di Maria Lardara
La sede dell'azienda Penelope
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La sede dell'azienda Penelope

Il lieto fine non era scontato: alla fine, però, c’è stato. No agli esuberi, sì alla cassa integrazione straordinaria. Alla tessitura Penelope si salvano 34 posti di lavoro, 34 famiglie

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PRATO. Il lieto fine non era scontato: alla fine, però, c’è stato. No agli esuberi, sì alla cassa integrazione straordinaria. Alla tessitura Penelope si salvano 34 posti di lavoro, 34 famiglie possono tirare un sospiro di sollievo perché la trattativa durata circa un mese tra parte datoriale e sindacati ha dato i frutti sperati: “congelati” per un anno i licenziamenti a favore della cassa straordinaria a rotazione per tutti i 107 dipendenti della storica azienda capitanata dalla famiglia Bini, dimostratasi fin da subito collaborativa con i sindacati tanto da organizzare un viaggio fino a Roma, nella sede del Ministero, per capire quali ammortizzatori sociali mettere in campo in alternativa agli esuberi.

Secondo le segreterie provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, «l’accordo raggiunto, a fronte dei licenziamenti, ne riduce l’impatto sociale utilizzando pienamente tutti gli strumenti disponibili, posticipando di un anno i licenziamenti, nella piena garanzia dei diritti, normativi ed economici, dei lavoratori che hanno rinunciato a niente di quanto loro dovuto».

Non era scontato alla luce degli ultimi precedenti nel distretto, come i mancati accordi che hanno fatto saltare la trattativa per scongiurare i licenziamenti al lanificio Europa e all’Eurocontrol. «I mancati accordi nel nostro territorio - si legge nella nota congiunta dei tre sindacati - si contano sul palmo della mano e hanno avuto sempre le stesse motivazioni: o non è stata attivata la Cigs malgrado ci fossero le condizioni oppure è stato richiesto ai lavoratori di “pagarsi” gli ammortizzatori sociali coprendone i costi rinunciando a una parte di quanto loro dovuto o dell’incentivo all’esodo». Ecco perché, con l’accordo per la Penelope, i sindacati parlano di «ritorno alla normalità nella gestione dei licenziamenti all’interno del distretto».
 

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