Sicurezza
Sei anni al rapinatore che sparò
Ignazio Damaso è stato condannato col rito abbreviato: ferì il figlio della titolare del “Chiosco fiorito”
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PRATO. È stato condannato a sei anni di reclusione Ignazio Damaso, il sessantenne arrestato nel mese di marzo con l’accusa di aver rapinato il 21 febbraio il negozio “Cialde e cialde” di via Agnoletti e di aver tentato di rapinare, l’8 marzo, il negozio “Il chiosco fiorito” di via Zarini. In quell’occasione sparò anche al figlio della fioraria, Lorenzo Meoni, ferendolo con un colpo di pistola a una gamba.
Damaso, difeso da Elena Gori, è comparso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi ed è stato giudicato col rito abbreviato.
Il pubblico ministero Francesco Sottosanti alla precedente udienza aveva chiesto una condanna a sette anni di reclusione, mentre il giudice, escludendo la recidiva, si è limitato a sei anni. Il giudice ha disposto anche alcuni risarcimenti provvisionali a favore delle parti civili rappresentate dall’avvocato Luca Ancona: 10. 000 euro a Lorenzo Meoni e 5. 000 euro a testa ad altri tre soggetti, tra cui la madre del ferito. Damaso per il momento rimane in carcere.
L’imputato si è sempre detto estraneo ai fatti che gli sono stati contestati e la pistola usata per la tentata rapina al negozio di fiori di via Zarini, una calibro 38, non è mai stata trovata.
Lorenzo Meoni, il figlio della fioraria, accorse in aiuto della madre e si mise a rincorrere il rapinatore, che durante la fuga sparò un colpo. All’inizio Meoni non si accorse nemmeno di essere stato colpito, poi vide la macchia di sangue e capì che un colpo era andato a segno.
Damaso, difeso da Elena Gori, è comparso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi ed è stato giudicato col rito abbreviato.
Il pubblico ministero Francesco Sottosanti alla precedente udienza aveva chiesto una condanna a sette anni di reclusione, mentre il giudice, escludendo la recidiva, si è limitato a sei anni. Il giudice ha disposto anche alcuni risarcimenti provvisionali a favore delle parti civili rappresentate dall’avvocato Luca Ancona: 10. 000 euro a Lorenzo Meoni e 5. 000 euro a testa ad altri tre soggetti, tra cui la madre del ferito. Damaso per il momento rimane in carcere.
L’imputato si è sempre detto estraneo ai fatti che gli sono stati contestati e la pistola usata per la tentata rapina al negozio di fiori di via Zarini, una calibro 38, non è mai stata trovata.
Lorenzo Meoni, il figlio della fioraria, accorse in aiuto della madre e si mise a rincorrere il rapinatore, che durante la fuga sparò un colpo. All’inizio Meoni non si accorse nemmeno di essere stato colpito, poi vide la macchia di sangue e capì che un colpo era andato a segno.
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