Il dolore
centro pecci
La retrospettiva di Robakowski
Domani l’inaugurazione della mostra dedicata all’artista polacco
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PRATO. Domani al Centro Pecci, apertura al pubblico, tra l’altro gratuita per la Giornata del contemporaneo, di “Più vicino, più lontano”, la prima retrospettiva in Italia di Jozef Robakowski, uno dei massimi esponenti dell'arte e del cinema sperimentale polacco, a cura di Bozena Czubak. Tocca al direttore Fabio Cavallucci spiegare il perché di questa scelta. «Robakowski è un grande artista e film maker polacco, uno sperimentatore della prima ora, che negli anni Sessanta e Settanta tra i primi ha lavorato sul rapporto tra corpo, movimento e macchina da presa. La divisione tra blocchi, la chiusura della Polonia comunista rispetto all'Europa occidentale hanno fatto sì che non fosse conosciuto in Occidente, ma ora è arrivato il momento di riscoprirlo».
Perché la pre- preview a Milano? «La mostra era nata per l'allora sede milanese del Centro Pecci, che purtroppo nel 2015 si è deciso di chiudere. Avevo previsto una serie di mostre, come il russo Andrei Monastyrski, il brasiliano Hélio Oiticica, la fiorentina (sì fiorentina, ma partita quando aveva quattro anni per New York) Simone Forti. A Milano queste mostre avrebbero avuto una maggiore facilità ad essere apprezzate perché metà dei critici, curatori, galleristi e giornalisti d'arte vivono lì. Per la mostra di Robakowski era stata fatta una richiesta di finanziamento al Ministero della Cultura polacco. Ora la mostra è stata spostata a Prato, ma serviva formalmente almeno un passaggio su Milano. Il che avviene grazie ad un accordo con Base, l'organizzazione che ha in gestione gli spazi dell'ex Ansaldo».
Costo limitato grazie al ministero polacco ? «Certo. Ma anche l'Istituto Polacco di Cultura di Roma partecipa, ed in più finanzia anche un ciclo di film polacchi che saranno proiettati al Cinema del Centro Pecci a cura di Luca Barni durante la mostra, da Polanski a Pawlikoski».
A che punto siamo sulla mostra di Warhol ? «Sulla mostra di Warhol non ho ancora avuto nessuna risposta ufficiale dal Consiglio di Amministrazione, ma temo che ormai non ci siano più i tempi. Era una mostra che avevamo pensato con Lorenzo Bruni per realizzare qualcosa che potesse allettare anche il vasto pubblico. Non era però solo una mostra di pittura e di serigrafie, di cui comunque sarebbe stata esposta una buona selezione, ma dedicata a un ambito meno conosciuto di Warhol, quello di film maker, con i film concettuali degli anni sessanta, ma anche con i B-movie che aveva prodotto in seguito, come "Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete", coprodotto con Carlo Ponti, che vede la presenza-cameo di Roman Polanski e di Vittorio De Sica. L'attrice era Stefania Casini, che poi raggiunse Warhol a New York». E allora quando ci sarà la personale di Wallinger ? «Anche questa deve essere ancora approvata dal Consiglio, ma era in programma già per quest'anno, e solo per ragioni organizzative ed economiche è stata postposta. Siccome ho per contratto il compito di predisporre la programmazione fino ad aprile, dopo che me ne sarò già andato, la prevedo per febbraio».
Riccardo Tempestini
Perché la pre- preview a Milano? «La mostra era nata per l'allora sede milanese del Centro Pecci, che purtroppo nel 2015 si è deciso di chiudere. Avevo previsto una serie di mostre, come il russo Andrei Monastyrski, il brasiliano Hélio Oiticica, la fiorentina (sì fiorentina, ma partita quando aveva quattro anni per New York) Simone Forti. A Milano queste mostre avrebbero avuto una maggiore facilità ad essere apprezzate perché metà dei critici, curatori, galleristi e giornalisti d'arte vivono lì. Per la mostra di Robakowski era stata fatta una richiesta di finanziamento al Ministero della Cultura polacco. Ora la mostra è stata spostata a Prato, ma serviva formalmente almeno un passaggio su Milano. Il che avviene grazie ad un accordo con Base, l'organizzazione che ha in gestione gli spazi dell'ex Ansaldo».
Costo limitato grazie al ministero polacco ? «Certo. Ma anche l'Istituto Polacco di Cultura di Roma partecipa, ed in più finanzia anche un ciclo di film polacchi che saranno proiettati al Cinema del Centro Pecci a cura di Luca Barni durante la mostra, da Polanski a Pawlikoski».
A che punto siamo sulla mostra di Warhol ? «Sulla mostra di Warhol non ho ancora avuto nessuna risposta ufficiale dal Consiglio di Amministrazione, ma temo che ormai non ci siano più i tempi. Era una mostra che avevamo pensato con Lorenzo Bruni per realizzare qualcosa che potesse allettare anche il vasto pubblico. Non era però solo una mostra di pittura e di serigrafie, di cui comunque sarebbe stata esposta una buona selezione, ma dedicata a un ambito meno conosciuto di Warhol, quello di film maker, con i film concettuali degli anni sessanta, ma anche con i B-movie che aveva prodotto in seguito, come "Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete", coprodotto con Carlo Ponti, che vede la presenza-cameo di Roman Polanski e di Vittorio De Sica. L'attrice era Stefania Casini, che poi raggiunse Warhol a New York». E allora quando ci sarà la personale di Wallinger ? «Anche questa deve essere ancora approvata dal Consiglio, ma era in programma già per quest'anno, e solo per ragioni organizzative ed economiche è stata postposta. Siccome ho per contratto il compito di predisporre la programmazione fino ad aprile, dopo che me ne sarò già andato, la prevedo per febbraio».
Riccardo Tempestini
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