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Prato

Tempio crematorio, spunta la Vallata

Tempio crematorio, spunta la Vallata

L’idea convince il sindaco di Vernio Giovanni Morganti che però deve fare i conti con cinque cimiteri tutti molto piccoli

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PRATO. E se il tempio crematorio venisse costruito in Vallata? L’idea c’è, la volontà pure e i contatti tra Prato e Vernio sono stati avviati. I tempi però non saranno brevi. Perché se è vero che l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi ha bocciato, in più occasioni, “senza se e senza ma”, l’idea di realizzare l’impianto in un’area tanto urbanizzata quanto poco estesa come Prato, è altrettanto vero che ha sostenuto l’idea di un impianto intercomunale, con un bacino di utenza ampio ma soprattutto costruito in una zona adeguata dal punto di vista ambientale e sotto il controllo pubblico. Un recinto di prescrizioni condivise dal sindaco di Vernio Giovanni Morganti al quale l’idea non dispiace. «In questi mesi ho incontrato un paio di aziende – spiega – che mi hanno dato la disponibilità a realizzare un forno crematorio sul nostro territorio e ho avviato una serie di approfondimenti per valutarne potenzialità e fattibilità». Un’indagine avviata che ha trovato subito un ostacolo: i templi creatori, per legge, devono essere costruiti all’interno delle aree cimiteriali. «E i campo santo di Vernio – prosegue Morganti – nonostante siano cinque, dislocati nella diverse frazioni (San Quirico, Sant’Ippolito, Mercatale, Montepiano, Luciani ndr) sono risultati tutti inadeguati perché troppo piccoli o troppo vicini a insediamenti abitativi».

Dunque nulla da fare? Proposito di costruire il tempio crematorio nel territorio di Prato cestinato definitivamente all’indomani, poi, della bocciatura, in commissione Urbanistica, del progetto PratoInvest e Socrem che hanno presentato un impianto da costruire a Santa Maria a Colonica, nell’area sud della città, in un terreno tra via Berlinguer e via Moro, che ha ottenuto il parere negativo all’unanimità (anche M5S e opposizioni) dai commissari guidata da Massimo Carlesi? Non è detto, una possibilità c’è. E la via la traccia proprio la commissione che ritiene che «la realizzazione di templi crematori, in quanto servizio pubblico, debba prevedere localizzazioni in un contesto di pianificazione di area vasta».

«Per ospitare un forno crematorio sul territorio di Vernio – prosegue il sindaco Morganti – dovremmo riorganizzare l’intero servizio, oggi molto complesso appunto perché così frammentato, anche prevedendo accorpamenti». Un’operazione complessa che dovrebbe passare attraverso una revisione dello strumento urbanistico, sul quale l’amministrazione di Vernio ha però avviato una riflessione. Nulla da decidere in tempi brevi, ma la strada è aperta.

Cristina Orsini

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