Il Tirreno

Prato

Macrolotto Zero arte e performance fanno integrazione - Video

di Alessandro Formichella
La cena multietnica nel Macrolotto zero
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La cena multietnica nel Macrolotto zero

Prato, una giornata di mostre e happening lungo le strade organizzata da Dryphoto e per finire la cena etnica  

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PRATO. Una miscela "esplosiva" di arte, società, socialità, fuse assieme. Dryphoto arte contemporanea continua a immaginare e a costruire un mondo diverso e lo fa sul serio, al contrario di tante citazioni. Sabato scorso, dal pomeriggio alla sera, via delle Segherie e strade attorno, al Macrolotto Zero sono state teatro di performace, mostre e spettacoli. "Inner Code", la mostra fotografica con i lavori di Giulia di Michele, Lori Lako, Elena Mazzi e la filmmaker Sara Tirelli, è stata allestita nella sede di Dryphoto: un insieme di fotografie (quasi delle pitture) che esaltano le contraddizioni tra la persona e ciò che la circonda, la città, il territorio, la società. Le performance invece, eseguite da perfomer italiani e stranieri, sono andate in scena tra via Pistoiese, via Curtatone e via Filzi. Dalle 17,30 in poi i perfomer si sono collocati in punti strategici delle strade: ai semafori, agli incroci, con dei libri di immagini e fotografie aperti e mostrati agli automobilisti. Il traffico è andato in tilt, i volti degli automobilisti erano tra l'esterrefatto e il curioso.

Le reazioni degli automobilisti, alla vista di immagini di situazioni e uomini così diversi ma altrettanto simili, è stata cosa tutt'altro che scontata. E la provocazione ha avuto l’esito sperato.

Dopo le 19 di nuovo in via delle Segherie, altra performance nei piccoli vicoli del borgo con protagonisti una serie di abitanti della strada che hanno indossato abiti con delle piccole luci a led accese. Semplice il simbolismo: la luce, che è necessaria nelle strade ma che aveva un riferimento più ampio: la luce da accendere sull'umanità. Tutta diversa e tutta uguale. Poi la cena multietnica messa in piedi proprio dagli abitanti della zona fra via Pistoiese e via delle Segherie, aperta a tutti e allestita in quella piccola strada che con Dryphoto sembra far la storia.

 

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