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Droga, bloccata la rotta emiliana

Droga, bloccata la rotta emiliana

Tre arresti in due giorni: i corrieri nigeriani hanno trovato una fonte a Bologna e viaggiano sui treni

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PRATO. Alcuni spacciatori nigeriani hanno trovato un nuovo canale di rifornimento per procurarsi l’eroina, ma dopo gli arresti messi a segno dalla squadra mobile in questi giorni probabilmente dovranno cambiare strategia. Il fermo, mercoledì sera, di un nigeriano trovato con 127 grammi di eroina divisi in 16 ovuli su un treno regionale proveniente da Bologna e in transito all’altezza di Vernio non era casuale. Lo si è capito venerdì mattina, quando altri due nigeriani di 53 e 49 anni sono finiti in manette, stavolta alla stazione centrale di Prato, dove sono stati trovati rispettivamente con 30 e 53 ovuli, per un totale di 900 grammi di eroina. Anche loro sono scesi da un treno proveniente da Bologna e il secondo, quello di 49 anni, ha tentato in tutti i modi di non farsi prendere, ha spintonato gli agenti in borghese ed è caduto lungo le scale che dal piano dei binari portano all’uscita, facendo cadere anche alcuni studenti e pendolari che per fortuna non si sono fatti male.

C’è dunque un canale bolognese di approvvigionamento dell’eroina che sta rifornendo la piazza di Prato e quella della Valdinievole, perché i due nigeriani fermati alla stazione risiedono entrambi a Montecatini e non si sa quanta di quell’eroina si sarebbe fermata a Prato e quanta in provincia di Pistoia. Con quel quantitativo, in ogni caso, si possono confezionare oltre tremila dosi che avrebbero assicurato il fabbisogno delle due piazze per qualche giorno.

A far scattare i due arresti, conferma la squadra mobile, sono state proprio le informazioni confidenziali raccolte dopo il fermo di mercoledì. Si era capito che i nigeriani andavano a Bologna nel tardo pomeriggio per poi tornare a Prato con gli ultimi treni della sera, ma l’arresto del nigeriano a Vernio potrebbe averli indotti a cambiare orario. I due fermati venerdì, infatti, hanno preso un treno serale, hanno pernottato a Bologna e sono tornati col primo treno del mattino. I loro biglietti infatti risultano vidimati a Bologna alla stessa ora, le 5.42, anche se il secondo, quello che ha fatto resistenza, ha detto di non conoscere il primo e ha sostenuto di aver pernottato a Prato e di stare tornando a Montecatini. Il biglietto ferroviario che gli è stato trovato in tasca (Bologna-Montecatini) lo ha smentito all’istante e il quarantanovenne ha capito che si stava mettendo male. Per questo ha cercato di liberarsi per guadagnare l’uscita ed è caduto lungo le scale.

A insospettire i poliziotti in borghese, riferisce la Questura, è stato per entrambi un rigonfiamento dei pantaloni all’altezza dei genitali, superiore alle più rosee aspettative di qualsiasi donna. Quando li hanno fatti spogliare, infatti, sono saltati fuori due calzini che si erano infilanti nelle mutande e che contenevano, come detto, 30 e 53 ovuli.

Di solito gli ovuli sono fatti per essere ingeriti. Il fatto che in questo caso siano stati semplicemente nascosti negli indumenti può far pensare che i corrieri dell’eroina si sentano abbastanza sicuri sui treni regionali, almeno fino a qualche giorno fa. I due sono stati portati alla Dogaia e nei prossimi giorni compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida del fermo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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