Il Tirreno

Prato

Prezzi bassi, mutui più facili. E la casa va

di Alessandro Formichella
Una veduta aerea del centro di Prato
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Una veduta aerea del centro di Prato

Prato: Tecnocasa ha tracciato il bilancio del mercato immobiliare nel primo semestre 2017. Le quattro mura come investimento

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PRATO. Il “mattone” torna a piacere, come bene di investimento, e l'economia degli immobili torna a viaggiare anche a Prato. Questo, in conclusione, anche se con molteplici sfaccettature, il report presentato ieri mattina nella sede di viale Marconi da Tecnocasa, uno dei leader nazionali nel settore. Un mercato che presenta diverse angolazioni di lettura, ma con unico prodotto ossia che le vendite degli immobili a Prato nel primo semestre 2017 sono aumentate già del 14,8 % rispetto ad un anno fa. Dati positivi importanti.

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«Diversi i fattori messi assieme – dice Giuseppe Biscotti affiliato Tecnocasa pratese– da una parte piccoli investitori, è un dato, che preferiscono mettere a rendita i risparmi comprando una piccola abitazione, dall'altro il fatto che a Prato c'è una larghissima richiesta di affitti che non trova risposta, e qui molti decidono di acquistare visti i tassi molto bassi del denaro e la riapertura del credito da parte delle banche».

In effetti i valori degli immobili in questi anni, dopo le grandi flessioni di qualche anno fa, sono rimasti pressochè immutati, più accessibili e meno lievitati da bolle speculative. Nel primo semestre 2017 il valore delle case a Prato è calato ulteriormente di uno 0,7 % rispetto al 2016 rilanciando, però, acquisti e vendite e rimettendo in moto un settore che dal 2008 ha sofferto in modo vistoso. Insomma, il “mattone” torna a riacquistare una dinamica commerciale dopo i lunghi stop degli anni appena trascorsi. Il fenomeno, comunque, aveva già ripreso a manifestarsi nel 2015 e nel 2016.

«Sicuramente - prosegue Biscotti - oggi siamo difronte ad un mercato che si abbassa nei costi ma riacquista presenza economica».

L’analisi della domanda mette in risalto la richiesta di immobili fra i 40 e i 60 mq , del quattro locali (35,1%), seguita dal trilocale (31,9%). I potenziali clienti esprimono in genere un budget compreso tra 120 mila euro e 169 mila euro nel 40,6% dei casi, mentre la fascia di spesa fino a 119 mila euro incide per il 26,7%.

«L'acquirente preferisce oggi un'abitazione che si possa mettere a rendita e si rivolge più ai 3 o 4 vani che ad abitazioni grandi e costose. In genere con piccoli costi di condominio e quindi in piccoli plessi che permettano di non avere costi aggiuntivi eccessivi», dice ancora l'agente immobiliare.

Nel primo semestre del 2017 soltanto a Prato città ci sono state 876 vendite di immobili (+ 14,8 %) mentre il dato si rallenta in provincia dove è rimasto stabile rispetto al 2016, ma proseguendo anche qui un nuovo percorso di compra-vendite.

«La domanda è vivace e vede protagonisti coloro che vendono per poi riacquistare e si indirizza prevalentemente su appartamenti, a seguire su villette a schiera e soluzioni indipendenti. Sono tornati gli investitori che acquistano piccoli tagli da mettere a reddito (si investono non più di 100 mila €). I tempi di vendita sono in diminuzione», si legge nel documento redatto dal gruppo studi e ricerche di mercato di Tecnocasa.

In questo momento le zone più costose sono quelle di Galceti, Villa Fiorita e Santa Lucia, in virtù di un’offerta immobiliare di qualità maggiore, con valori medi che si aggirano intorno a 1700/1800 euro al mq.

Diversa, grazie anche alle quotazioni inferiori, l’area di San Martino: qui si trovano appartamenti costruiti tra gli anni ’60-’70 che al momento hanno prezzi medi di 1300 euro al mq. Nuove costruzioni, invece, si possono trovare a Coiano a prezzi medi di 2500 euro al metro quadro.

 

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