La manifestazione
Dichiara zero, villa sequestrata
di Paolo Nencioni
Congelati beni per 1,5 milioni di euro a un imprenditore. Nel 2001 faceva soldi coi permessi falsi
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PRATO. «Se le cose vanno per il verso giusto, alla fine dell’anno avrò guadagnato 400 milioni di lire e verrò a prenderti in Porsche» diceva al telefono il 21 maggio 2001, intercettato dalla guardia di finanza, l’allora ventitreenne Cai Yunwu parlando con la fidanzata. Le sue speranze andarono in fumo perché fu arrestato nella prima inchiesta del sostituto Ettore Squillace sui permessi di soggiorno a pagamento. Sedici anni dopo sembra avercela fatta a mettere insieme il gruzzolo agognato, ma ora rischia di dover ripartite da capo, perché la Direzione investigativa antimafia gli ha sequestrato ieri beni per un milione e mezzo di euro, tra cui una villetta in via Domenico Coppi a Tavola, una Mercedes Cla 200, una Range Rover Evoque e un Fiat Doblò, oltre alle partecipazioni in due società e numerosi conti correnti.
Quella applicata al trentottenne Cai Yunwu è una misura di prevenzione patrimoniale finalizzata alla confisca e giustificata dalla sproporzione tra i redditi dichiarati dall’imprenditore cinese e i beni posseduti. Spiega una nota della Dia che il reddito familiare dichiarato è sempre stato esiguo e quello personale spesso è risultato pari a zero. Come fa uno che non guadagna nulla a comprare la villetta di via Coppi, la Mercedes e la Range Rover? Di fronte alle contestazioni degli investigatori Cai Yunwu, non aveno altre carte da giocare, ha esibito alcune ricevute di vincite per alcune decine di migliaia di euro alle slot machines, ma il Tribunale presieduto dal giudice Silvio De Luca non le ha giudicate sufficienti per giustificare il suo tenore di vita, e così è scattato il sequestro.
Nel gennaio 2002, quando fu arrestato nell’ambito della prima inchiesta “Surprise” sul traffico illecito di permessi di soggiorno, Cai Yunwu era il più giovane di quelli finiti in carcere. Nelle intercettazioni si vantava di poter guadagnare 37 milioni di lire per ogni connazionale che riusciva a far arrivare illegalmente in Italia. E fu anche il primo a pentirsi: collaborò con gli inquirenti e fu condannato in abbreviato a due anni e sei mesi di reclusione senza la condizionale. Col senno di poi, si può dire che collaborò perché gli conveniva. Nei sedici anni successivi, infatti, non sembra aver dimostrato un reale pentimento. Nel 2012, riferisce la Dia, è stato condannato dal Tribunale di Prato per aver gestito il gioco d’azzardo in alcuni capannoni industriali, tra cui quello della sua ditta e sempre nel 2012 è stato arrestato nell’inchiesta sull’importazione di merce di contrabbando con l’utilizzo delle cosiddette “cartiere”, le società che si accollano i debiti altrui grazie ai prestanome.
Il Tribunale, accogliendo la proposta di sequestro della Dia, ha sottolineato che è emerso che i beni mobili e immobili apparentemente intestati a terzi «sono in concreto nella disponibilità» dell’imprenditore, «o quantomeno, sono stati acquistati con i proventi delle attività delittuose dallo stesso compiute». Cai Yunwu risulta essere socio della LG Import ed essere stato socio della New Sensational srl, della New World Pronto Moda Abbigliamento, nonché della New World Srl, società di cui deteneva il 60% delle quote, cedute nel 2014 alla moglie, quella a cui nel 2001 prometteva di andare a prendere in Porsche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quella applicata al trentottenne Cai Yunwu è una misura di prevenzione patrimoniale finalizzata alla confisca e giustificata dalla sproporzione tra i redditi dichiarati dall’imprenditore cinese e i beni posseduti. Spiega una nota della Dia che il reddito familiare dichiarato è sempre stato esiguo e quello personale spesso è risultato pari a zero. Come fa uno che non guadagna nulla a comprare la villetta di via Coppi, la Mercedes e la Range Rover? Di fronte alle contestazioni degli investigatori Cai Yunwu, non aveno altre carte da giocare, ha esibito alcune ricevute di vincite per alcune decine di migliaia di euro alle slot machines, ma il Tribunale presieduto dal giudice Silvio De Luca non le ha giudicate sufficienti per giustificare il suo tenore di vita, e così è scattato il sequestro.
Nel gennaio 2002, quando fu arrestato nell’ambito della prima inchiesta “Surprise” sul traffico illecito di permessi di soggiorno, Cai Yunwu era il più giovane di quelli finiti in carcere. Nelle intercettazioni si vantava di poter guadagnare 37 milioni di lire per ogni connazionale che riusciva a far arrivare illegalmente in Italia. E fu anche il primo a pentirsi: collaborò con gli inquirenti e fu condannato in abbreviato a due anni e sei mesi di reclusione senza la condizionale. Col senno di poi, si può dire che collaborò perché gli conveniva. Nei sedici anni successivi, infatti, non sembra aver dimostrato un reale pentimento. Nel 2012, riferisce la Dia, è stato condannato dal Tribunale di Prato per aver gestito il gioco d’azzardo in alcuni capannoni industriali, tra cui quello della sua ditta e sempre nel 2012 è stato arrestato nell’inchiesta sull’importazione di merce di contrabbando con l’utilizzo delle cosiddette “cartiere”, le società che si accollano i debiti altrui grazie ai prestanome.
Il Tribunale, accogliendo la proposta di sequestro della Dia, ha sottolineato che è emerso che i beni mobili e immobili apparentemente intestati a terzi «sono in concreto nella disponibilità» dell’imprenditore, «o quantomeno, sono stati acquistati con i proventi delle attività delittuose dallo stesso compiute». Cai Yunwu risulta essere socio della LG Import ed essere stato socio della New Sensational srl, della New World Pronto Moda Abbigliamento, nonché della New World Srl, società di cui deteneva il 60% delle quote, cedute nel 2014 alla moglie, quella a cui nel 2001 prometteva di andare a prendere in Porsche.
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