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Congresso Pd, Bosi candidato unico: «Ecco cosa farò» - Video
Prato, tre le parole chiave di un mandato che attraverserà altrettante elezioni: coesione, progettualità e radicamento
PRATO. Candidato unico, quindi congresso Pd senza ansia da risultato, ma con di fronte una fase politica che più incerta e complicata non potrebbe essere. Gabriele Bosi, appena 33 anni, segretario provinciale del Partito democratico dal 2013, corre in solitaria per il bis. Nessun altro si è fatto avanti per contendere la poltrona della federazione di via Carraia. Dunque avanti con il tour de force: si voterà in 40 circolo nell’arco di dieci giorni (dal 12 al 22 ottobre) non solo per l’elezione del segretario provinciale ma altresì per il rinnovo dei segretari di circolo e dei 160 membri che compongono l’assemblea Pd.
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Segretario Bosi il fatto che lei sia l’unico candidato alla segreteria provinciale è segno di apprezzamento o di sfinimento verso la politica?
«Credo significhi che nell’arco di questi quattro anni il Pd è riuscito a raggiungere una convergenza, a trovare una linea comune che ci consente oggi di fare il congresso in piena serenità. Nel 2013 c’era due candidato in campo: io e il consigliere comunale Gabriele Alberti, il giorno dopo il risultato congressuale abbiamo iniziato a lavorare insieme e il punto di congiunzione è stato il sostegno al sindaco Matteo Biffoni. D’altro canto lo sforzo di unire e non dividere, secondo me, è la precondizione per un buon lavoro. Detto altrimenti: è necessario dare rappresentanza a tutte le anime del partito senza vivere le differenze come una competizione tra correnti».
Prima della sospensione estiva lei aveva iniziato a gettare ponti anche verso la sinistra più a sinistra, Mdp e Campo progressista. Com’è andata a finire?
«Che dopo un primo giro di colloqui ci siamo dati numerosi appuntamenti ma non si sono mai concretizzati. Però la porta resta aperta e la volontà di confrontarsi sui programmi amministrativi locali, lasciando fuori temi nazionali e regionali, è sempre forte. Prima o poi dovremo capire sul serio se il giudizio per esempio, sul piano della mobilità che mette in campo risorse per milioni e milioni di euro per riorganizzare l’assetto viario cittadino, per un tipo di mobilità più dolce e meno inquinante, è positivo o negativo. Lo stesso vale per quanto concerne la rigenerazione urbane, il sociale che vede Prato tra i Comuni che investono di più nel settore e la gestione dell’accoglienza. Ma siamo in campagna elettorale (per le politiche di primavera ndr) e la legge con la quale ci presenteremo alle urne, se resterà l’attuale, con una grossa quota di proporzionale, certo non spiana la strada alle alleanze».
Nei prossimi quattro anni, segretario Bosi, lei dovrà affrontare da capo del Pd locale, le politiche 2018, le amministrative 2019, le regionali 2020. Fino a ora ha vinto tutte le partite elettorali referendum compreso, pensa che il trend positivo continui?
«Ci impegneremo al massimo e l’unico obiettivo possibile da raggiungere è quello di raccogliere il massimo dei voti possibili. Ovviamente lavorando sul territorio, con la conferenza programmatica annuale, “Praticare il cambiamento”, di solito fatta nel circolo di Galciana, aperta a tutti quest’anno e non solo agli scritti, in calendario per fino anno o inizio del prossimo, articolata con una serie di tavoli tematici nei quali elaborare proposte concrete che saranno d’aiuto all’attività della giunta ma potranno anche essere inserite nel prossimo programma elettorale del sindaco; con un tour tra le frazioni che partirà subito dopo il congresso e che ha l’obiettivo di comunicare ciò che è stato fatto e che si farà per migliorare la qualità della vita in questi piccoli centri che hanno però una forte identità. La giunta nel triennio ha stanziato qualcosa come 50 milioni di euro per trasformare quartieri e frazioni, è giusto che venga comunicato».
Segretario ha uno slogan che sintetizzi questa lunghissima campagna elettorale che dal congresso la traghetterà agli appuntamenti elettorali?
«Ho tre parole chiave: coesione, progettualità che significa dare gli input per la produzione di idee anche di supporto all’attività del Comune e radicamento che si ottiene continuando a stare in mezzo alla gente».
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