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Prato

Una mostra sul cinema di Andy Warhol

Una mostra sul cinema di Andy Warhol

È Il progetto conclusivo di Fabio Cavallucci direttore del Pecci. Le premiazioni di “TU 35 expanded”

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PRATO. “Il cinema di Andy Warhol”, ecco la mostra a cui sta lavorando il direttore del Centro Pecci, Fabio Cavallucci, per chiudere il suo mandato triennale con un evento a livello mondiale. Questo importante ambito del celebre artista americano infatti, è meno conosciuto al grande pubblico, nonostante, che il re della Pop Art abbia realizzato molti film, soprattutto dal 1963 fino al 1968. Nel progetto di Cavallucci, che attende solo il nulla osta del cda della fondazione, è prevista anche la presenza dell’unica artista italiana che ha recitato con Warhol. Ma ecco l’esito del progetto “TU 35 expanded”, conclusosi domenica scorsa con le premiazioni con tre mila euro ciascuno per vincitori delle discipline coinvolte in questa seconda edizione, performance, cinema, musica e arti visive, con la partecipazione di artisti provenienti da Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Marche. Per la sezione Performance il premio di Publiacqua è andato a Wannabe, coreografia e performance di Fabritia D'Intino, musica live di Federico Scettri. Una performance che nasce dalla riflessione sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea. Wannabe è una sorta di motore che ci spinge ad andare oltre i propri limiti, una strada verso l'essere altro. Per la sezione Cinema, premio TT Tecnosistemi e Epson a Storia di una vita sospesa di Jacopo Payar. La storia di Dino un solitario e smemorato anziano che, scoprendo in casa una vecchia fotografia con un giovane ragazzo, del quale però ignora l'identità, riuscirà a far riemergere i ricordi legati a quella foto scavando nel proprio passato. Per la sezione Musica, premio Unicoop Firenze a Riccardo La Foresta con il brano solo. Dal 2015 Riccardo La Foresta porta avanti progetti in continua ricerca sulle possibilità timbriche dei materiali percussivi. Nella performance live l'emancipazione sonora di parti meccaniche dello strumento porta una nuova vitalità del gesto tradizionale che conduce a imprevedibili risposte sonore. Per la sezione Arte, Premio Gruppo Faliero Sarti a Irene Lupi per l'opera "Guido Lisi". Un'installazione che si pone in stretta connessione con la ricerca precedente svolta dall'artista, in particolare con le narrazioni partigiane, investigate attraverso una multiforme opera che comprende video interviste e installazioni sonore. Per le arti visive è stata allestita una mostra con 25 giovani artisti di cui 20 nominati da addetti ai lavori delle 4 regioni coinvolte e 5 selezionati tramite un’open call. Per la musica, cinema e arti performative, c’è stata un’ open call, con una serie di concerti, spettacoli e proiezioni: nelle sale del Centro Pecci, con 9 performer, 11 musicisti e 7 giovani registi con lavori inediti o adattati alla rassegna.

Riccardo Tempestini

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