Attenzione
Molestatore devolve il Tfr alle vittime
Oggi il processo al reo confesso: ha offerto la liquidazione alle ragazzine palpeggiate
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PRATO. Il molestatore di ragazzine, alla vigilia del processo in cui è accusato di otto episodi di violenza sessuale, ha deciso di provare a dare una svolta alla sua vita. A prescindere dalla sentenza che forse già oggi il giudice dell’udienza preliminare emetterà nei suoi confronti al termine di un processo con rito abbreviato, l’operaio pratese di 42 anni arrestato il 6 giugno dell’anno scorso con l’accusa di aver palpeggiato numerose minorenni prendendole in braccio con la scusa di fare misurazioni in punti alti, ha offerto l’intera somma della sua liquidazione alle otto parti lese, quattro delle quali si sono costituite parti civili nel processo. Un’offerta senza condizioni, fatta tramite il suo avvocato difensore Lorenzo Baldassini, e che i genitori di cinque ragazzine hanno già accettato. In pratica l’operaio si è licenziato dall’impiego che ha avuto negli ultimi 20 anni e ha messo insieme 32.000 euro di Tfr, offrendone 4.000 a ciascuna delle otto parti lese. Tecnicamente non si può parlare di un risarcimento (che in teoria potrebbe essere molto più alto), semmai di un atto di buona volontà per dimostrare che l’imputato ha capito la gravità delle accuse che gli vengono mosse e vuole mettere un punto sulla vicenda. L’operaio infatti è in pratica reo confesso, anche se ha cercato di minimizzare la portata dei suoi comportamenti. E anche l’ammissibilità di un eventuale risarcimento sarà materia di discussione al processo. L’offerta dell’operaio comunque non è condizionata al ritiro della costituzione di parte civile e non pregiudica le eventuali azioni che i genitori delle ragazzine molestate vorranno intraprendere anche in sede civile. È in ogni caso una mossa che potrebbe metterlo in buona luce davanti al giudice dell’udienza preliminare. Rischia infatti una condanna pesante perché gli vengono contestati otto episodi di molestie (uno è stato trasmesso a Firenze per competenza territoriale) dal 2012 in poi. Altre ragazzine chiamate a testimoniare non lo hanno riconosciuto con sicurezza. (p.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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