Il Tirreno

Prato

L’alternanza scuola-lavoro piace agli studenti pratesi

Maria Lardara
A destra la professoressa Antonella Salituro del Liceo Livi con Elisa Fiaschi e Noemi Neri (foto Batavia)
◗
A destra la professoressa Antonella Salituro del Liceo Livi con Elisa Fiaschi e Noemi Neri (foto Batavia)

Prato, Asia (Rodari) alla mensa La Pira: «Ho toccato con mano l’umanità dei bisognosi», Noemi ed Elisa (liceo Livi) in tribunale: «Che effetto trasportare i corpi di reato»

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La sensibilità per gli altri ce l’ha nelle corde. Ma un conto è studiare sui libri del liceo di scienze umane, un altro è vedere coi propri occhi la sofferenza delle persone, quella impressa sui volti di non può sfamarsi da solo. Oggi Asia Azzurri è una brava studentessa di quinta del liceo Rodari ma a 16 anni s’è fatta le ossa sistemando i vassoi e i tavoli della mensa per i poveri Giorgio La Pira. La sua esperienza faceva parte del progetto Alternanza scuola-lavoro previsto dalla riforma Buona Scuola: 200 ore obbligatorie per i licei e 400 per gli istituti tecnici o professionali, un’occasione per mettersi alla prova e per “testare” il mondo fuori dalla classe. Come lei, altri studenti del liceo Rodari e del Copernico, a rotazione, faranno o hanno già fatto “volontariato” nel sociale e terzo settore. Per Asia quella settimana al refettorio dei poveri fu un pugno nello stomaco.

«La mia giornata durava sette ore: s’iniziava in cucina e si andava a servire ai tavoli. Ho toccato con mano l’umanità di chi viene privato dei suoi bisogni primari. Persone che vedevo camminare per strada e che ritrovavo la sera a consumare un veloce pasto». Ne vale la pena? Sì, secondo Asia. Che ha ancora il ricordo di un uomo italiano di 45 anni, ospite della mensa, che tutte le sere le accennava un sorriso. «Una volta lo ritrovai in centro: mi raccontò che aveva due figli e che si rifugiava spesso nel conforto della musica». Questo è l’ultimo anno di liceo e Asia ha già le idee chiare sul futuro: s’iscriverà alla facoltà di scienza della formazione o a psicologia.

Come lei, c’è un esercito di studenti pratesi impegnati a portare avanti i percorsi dell’Alternanza scuola-lavoro, obbligatori per legge. Un’opportunità o semplicemente un obbligo? In questi giorni, venti studenti dell’istituto Gramsci-Keynes e del Dagomari si trovano a Wangen, cittadina tedesca gemellata col Comune di Prato, per farsi un’esperienza nei negozi, palestre, hotel e uffici di lassù, grazie a una convenzione con l’associazione interculturale Si-Po che si occupa di scambi tra l’Italia e i paesi di lingua tedesca. Soddisfatto il preside Stefano Pollini, da poco insediatosi nell’istituto di via Reggiana: «Lunedì prossimo vedrò la commissione specifica che si occupa di Alternanza scuola-lavoro per avere il quadro più chiaro di tutte le prossime iniziative».

Dove si fa davvero sul serio è al liceo scientifico Livi diretto dal super preside Tiziano Pierucci (dirige anche l’artistico Brunelleschi, collegato al Livi, ed è reggente al professionale Marconi). Scordatevi gli studenti che escono dalla classe per andare a fare fotocopie in uffici pubblici e privati. Non è certo il caso di Noemi Neri e di Elisa Fiaschi, alunne della 5A dello scientifico che l’anno scorso hanno varcato la soglia del tribunale di Firenze. Reclutate dall’ufficio corpi di reato, per un periodo di tre settimane in terza liceo e due settimane in quarta. «Ho dato una mano a trasportare i corpi di reato in magazzino e alla stesura di lettere per i carabinieri di Prato e la questura di Firenze», racconta Elisa che a Novoli si faceva accompagnare dal babbo in auto. La sua compagna, Noemi, ha anche assistito ad alcune udienze. «In una c’era anche l’avvocato Taormina. Ammetto che all’inizio ero un po’ spaesata ma grazie ai colleghi dell’ufficio e ai tutor mi sono ben inserita». Tre anni fa il liceo Livi di Prato fu la prima scuola a collaborare con il tribunale di Firenze nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro, grazie al progetto curato dalla professoressa Antonella Salituro. «Dal tribunale ci chiedono studenti motivati: il periodo dei tirocini è quello fra giugno e settembre, per non far perdere ai ragazzi le lezioni», racconta il preside Pierucci.

Spostiamoci al liceo Copernico, dove alcuni studenti di terza, quarta e quinta quest’anno lavoreranno con i principali teatri e musei cittadini, mentre i compagni indosseranno il camice bianco al laboratorio analisi dell’ospedale di Prato. Area scientifica e umanistica, ce n’è per tutti i gusti. Al tecnico Buzzi invece hanno deciso di coinvolgere solo le quarte e le quinte, in modo da avere un collegamento più diretto con il mercato del lavoro. L’alternanza vede al momento impegnati circa 300 ragazzi di quinta. «Vanno nelle aziende, laboratori, studi professionali: alcuni fanno lo stage nel nostro laboratorio analisi», fa sapere il preside Erminio Serniotti. E per gli studenti dell’indirizzo meccanica si aprono le porte della Nuovo Pignone.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa