Il Tirreno

Prato

Giro di vite contro la prostituzione: otto multe e un'auto sequestrata

Prostitute cinesi in via Sant'Antonio (foto Batavia)
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Prostitute cinesi in via Sant'Antonio (foto Batavia)

Le sanzioni sono state elevate contro cinque clienti e tre lucciole. Smentita la presenza di minorenni nella zona di via Firenze. Negli ultimi due anni e mezzo una multa al mese

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PRATO. Giro di vite contro la prostituzione in via Firenze, via Fra' Bartolomeo, piazza della Stazione e piazza Mercatale. Nei giorni scorsi la polizia municipale, su disposizione del Comune, ha intensificato i controlli e oggi, 3 ottobre, ha reso noto il bilancio: l'auto di un cliente è stata sequestrata e sono state elevate otto multe a cinque clienti (400 euro a testa) e tre prostitute (200 euro), tutte nigeriane.

Il regolamento comunale di polizia urbana, infatti, all’articolo 30 punisce sia l’esercizio dell'attività di prostituzione con modalità tali da offendere la pubblica decenza o da turbare il libero utilizzo o la fruizione degli spazi pubblici, sia chi in luogo pubblico contratta o concorda prestazioni sessuali a pagamento, oppure si intrattiene con soggetti che esercitano palesemente l’attività di prostituzione, prevedendo in questo caso il sequestro del veicolo.

Il giro di vite è stato deciso pochi giorni dopo l'ordinanza del Comune di Firenze che arriva a prevedere anche l'arresto per i clienti delle prostitute. Sollecitato su questo tema, il sindaco Biffoni aveva ricordato che Prato si è dotata da tempo di un regolamento efficace contro la prostituzione, ma sempre nei giorni scorsi un servizio di TvPrato aveva evidenziato che in realtà le multe si erano molto diradate negli ultimi tempi, in pratica non più di una al mese negli ultimi due anni e mezzo. Ecco forse la spiegazione dell'intensificazione dei controlli.

"Dal momento che la legislazione nazionale non prevede la prostituzione come reato - si legge nella nota del Comune - è infatti questa la misura ritenuta più adatta a contrastare il fenomeno e pertanto il Comune di Prato ha previsto un articolo ad hoc per intervenire contro il degrado urbano legato all'attività di meretricio".

I controlli sono stati eseguiti rispettivamente da personale dell’Unità investigativa e del Reparto Territoriale, operando in abiti civili e con auto di servizio non contrassegnate in modo da risultare maggiormente incisivi. Il sequestro del veicolo va ad incidere sulla domanda per i grossi disagi che comporta ai clienti, soprattutto abituali, che quindi, commenta la nota del Comune, "ci penseranno due volte prima di tornare a Prato con il rischio di tornare a casa a piedi. Per questo il lavoro di controllo insisterà in questa direzione".

Anche le prostitute, nigeriane maggiorenni, sono state sanzionate amministrativamente e dovranno pagare circa 200 euro ciascuna. Grazie ai controlli e alle identificazioni eseguite nei giorni scorsi da personale della polizia di Stato su disposizione del Questore è stato appurato che non risulta la presenza di prostitute minorenni in zona stazione e via Firenze, così come pareva emergere a seguito di segnalazioni anche emerse sugli organi di stampa.

"I controlli di questi giorni, l'attività di indagine della Polizia Municipale e l'applicazione del regolamento vigente sono la strada da seguire per il contrasto al fenomeno della prostituzione che spesso ha modalità diverse a seconda del territorio - sottolinea il sindaco Matteo Biffoni -. A Prato purtroppo è molto diffuso il fenomeno in appartamenti o centri massaggio privati piuttosto che su strada. E' necessario quindi intervenire sui diversi fronti, di volta in volta con i mezzi più efficaci per avere risultati concreti e interventi come il sequestro del veicolo è un ottimo strumento per contrastare la prostituzione su strada".

Per contrastare il fenomeno della prostituzione in proprietà privata si è rilevata efficace anche la misura del sequestro dell’appartamento. Si tratta di un provvedimento che, anche se in alcuni casi temporaneo, ha dato i suoi frutti anche nel caso delle prostitute di origine cinese (che abitualmente non esercitano prestazioni su strada),  tanto che due appartamenti sono ancora sotto sequestro e pertanto non utilizzabili dalle affittuarie.

Inoltre l'Amministrazione ha lavorato all'implementazione del lavoro dell'unità di strada per monitorare la situazione soprattutto in un'ottica di contrasto al fenomeno dello sfruttamento: là dove ci sono state le condizioni gli operatori assistono le donne sfruttate attraverso il progetto anti tratta Satis, Sistema anti tratta toscano interventi sociali, a cui aderisce la città di Prato.

 

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