Gioco
Fondazione, voto affossato: vincono i veti incrociati
Fabia Romagnoli, presidente uscente, non ce l’ha fatta per la seconda volta ma resta in campo: "Mediazione è necessaria". Quorum alto, prima Lapi Ballerini
PRATO. Il testa a testa tra le cordate forti della Fondazione Cassa di Risparmio ha affossato per la seconda volta l’elezione anche di uno solo dei sette membri del consiglio di indirizzo. Nessuno dei quattordici candidati ha raggiunto il quorum, fumata nera generale e tutto da rifare. Nonostante i richiami al «senso di responsabilità» fatti numerosi dalla cordata che ha sostenuto Fabia Romagnoli, presidente uscente che ha scelto di ricandidarsi, i veti incrociati hanno avuto la meglio. Votanti 84 su 101 aventi diritto, quorum alle stelle: 56 voti secchi necessari per passare. Nessuno ce l’ha fatta.
«A questo punto - ha detto Romagnoli al termine della lunga assemblea alla Camera di Commercio iniziata alle 18 e terminata alle 21,30 - è necessario avviare una riflessione complessiva. Una mediazione è necessario trovarla, convocherò il consiglio poi decideremo i passi successivi». Una cosa è certa: questa volta Romagnoli resterà in campo. E di nuovo spetterà a lei convocare la terza assemblea che verrà fatta però - sembra - a stretto giro di posta. Qualche settimane, non di più.
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Poco prima del termine dello scrutinio era stato l’avvocato Mauro Giovanelli, figura centrale dello scontro tra correnti interno alla Fondazione, a fare la previsione che poi si è avverata: «Quorum troppo alto, propendo per un nulla di fatto. Almeno si riuscisse a eleggere un componente del comitato, per dare un segnale positivo alla città». E invece è impasse.
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Il numero più alto di voti, ma ben lontano dal minimo necessario, è andato a Isabella Lapi Ballerini, ex soprintendente, nome entrato nella lista dei papabili lo scorso aprile, con 46 voti, seconda Diana Marta Toccafondi, soprintendente dei Beni bibliografici e archivistici della toscana, entrata in lizza anche lei cinque mesi fa, con 43 preferenze. Terzo Gianmarco Piacenti (assente ieri), candidato trasversale che però si è fermato a 42 voti. 41 sono i voti andati a Idalia Venco presidente Caritas, quarta classificata. Fabia Romagnoli so è fermata a 32 voti. Prima di lei l’imprenditore Franco Bini con 39 preferenze, 35 a Antonio Domenico Mazzone, 28 al notaio Francesco De Luca, new entry tra i candidati eleggibili ma già nel consiglio di indirizzo tra i nominati, 11 all’imprenditore Lamberto Cecchi, 20 ad Alessandro Pieraccini, presidente dell’Ordine dei geometri, 22 all’avvocato Maurizio Gatti Dei. Gli ultimi tre nomi rappresentano il contingente entrato nel pool degli eleggibili nei giorni scorsi. Infine il voto per Gennaro Daniele Berardono che si è fermato a quota 17 preferenze, 10 a Guido Moradei e 5 a Emilio Riva.
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