Il Tirreno

Prato

Ferito, fugge dall’ospedale per non scontare tre mesi

Giovane accoltellato al fegato e a un polmone si allontana dal Santo Stefano e viene rintracciato dalla polizia a casa dello zio: ha rischiato di morire

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PRATO. Pur di non scontare tre mesi di carcere, è fuggito dall’ospedale rischiando di morire dissanguato o per un’infezione dopo essere stato accoltellato su un marciapiede di via Bologna. Protagonista del movimentato episodio è stato domenica sera un albanese di 25 anni, Klajdi Fejazaj, già conosciuto alle forze dell’ordine. La polizia potrebbe avergli salvato la vita contro la sua volontà ieri pomeriggio, quando gli uomini della squadra mobile lo hanno rintracciato a casa di uno zio e lo hanno riaccompagnato in ospedale, dove è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione.

La vicenda è iniziata alle 22,30 di domenica, quando un’ambulanza ha soccorso il giovane albanese in via Bologna. Fejazaj era in compagnia di un connazionale quando i due sono stati aggrediti da tre persone, almeno una delle quali armata di coltello. L’amico è stato ferito superficialmente a una gamba, mentre il venticinquenne è stato colpito al fegato e a un polmone ed è stato soccorso in codice rosso. I tre aggressori invece si sono allontanati dalla zona.

I medici del Santo Stefano si apprestavano a sottoporre il ferito più grave a un intervento chirurgico, ma lui era di tutt’altro avviso. Si è strappato la flebo dal braccio, ha sputato a infermieri e poliziotti ed è scappato facendo perdere le proprie tracce. A questo punto si è temuto per la sua vita, perchè le ferite erano effettivamente molto gravi e necessitavano di cure immediate. Per questo la squadra mobile ha controllato chi era andato a trovarlo in carcere durante la sua ultima permanenza alla Dogaia. Sono saltati fuori due indirizzi, a uno dei quali è stato effettivamente trovato il giovane in fuga, che comunque non si è dato per vinto e ha cercato in tutte le maniere di non farsi riportare in ospedale.

Il motivo è intuibile. Fejazaj deve scontare un residuo definitivo di pena di tre mesi e sapeva che, una volta dimesso dall’ospedale, sarebbe stato riportato alla Dogaia. Per quesot ha deciso di rischiare, forse contando di farsi curare senza dare nell’occhio.

La Questura riferisce che il giovane albanese è stato fermato in passato con l’accusa di aver fatto una rapina a una sala slot. Come pena sostitutiva, il giudice aveva disposto il riaccompagnamento coatto in Albania, che è stato effettivamente eseguito. Ma evidentemente Fejazaj è poi rientrato in Italia da clandestino e domenica sera ha incontrato qualcuno che aveva un conto in sospeso con lui o col suo amico.

Sul movente dell’aggressione i due feriti sembra non abbiano detto una parola e dunque al momento tutte le ipotesi sono plausibili. Il venticinquenne è ora piantonato in ospedale, anche per il suo bene, nel caso volesse riprovare a fuggire.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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