Gioco
Smaltiti 100.000 metri quadrati di amianto in un anno e mezzo
Prato, anche grazie all'attività dello sportello di Programma Ambiente il 10% delle coperture è stato bonificato ma restano altri 900.000 metri quadrati
PRATO. Ha un anno e mezzo di vita lo sportello amianto del comune di Prato, gestito da Programma ambiente (ora del gruppo Alia). In questo arco di tempo ha prodotto i suoi frutti e ha funzionato bene. Molte le persone che vi si sono rivolte per capire come fare a smaltire l'amianto che, sottolineano in Comune, deve essere fatto da ditte specializzate.
“L'obiettivo da raggiungere in questo anno e mezzo – spiega l'assessore all'ambiente Filippo Alessi – era smaltire 100mila metri quadrati di amianto, ovvero il 10% della quantità delle coperture che si trova sugli edifici della provincia di Prato (si stima, infatti, 1 milione di metri quadri di tetti in amianto, ndr). E ci siamo riusciti: 22mila metri quadri sono quelli smaltiti attraverso lo sportello preposto, altri 8mila arrivano dal comune di Montemurlo, 4mila dall'ex Bigagli, e poi ci sono i circa 65mila metri quadrati giunti nella discarica apposita a Montignoso. Questi sono stati rimossi attraverso percorsi in proprio ma sempre con l'utilizzo di ditte specializzate e la certezza di quanto fatto che arriva dai formulari che attestano le 1100 tonnellate di amianto giunte in discarica”.
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Lo sportello amianto del Comune si trova in via Giotto ed è aperto una volta a settimana, l'idea è piaciuta e così anche altri Comuni si stanno dotando di questo ufficio. L'assessore Alessi precisa poi che l'amianto di per se non è pericoloso, il problema si verifica quando si sbriciola. Intanto, tramite il Pin con un sistema a infrarossi, è stato fatto un riconoscimento delle coperture in questo materiale e il risultato è che sui tetti di case e aziende di Prato e provincia c'è circa un milione di metri quadrati di amianto, bandito dall'Italia dal 1992 sia per la produzione che per la lavorazione.
Visti i costi per sostenere lo smaltimento dell'eternit è possibile chiedere una detrazione fiscale che va dal 50 al 65%. “Ci sono stati casi – aggiunge l'assessore Alessi – in cui il Comune si è trovato costretto a emettere un'ordinanza sindacale per lo smaltimento di una copertura, vista la sua pericolosità. C'è stato un episodio in cui siamo dovuti intervenire noi come amministrazione comunale e abbiamo provveduto a smaltire l'amianto. Si tratta dell'ex Bigagli, sostenendo il costo di 300mila euro che ora ovviamente siamo a richiedere ai proprietari dell'immobile.
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Il Comune, dunque, si rivale sul privato e viene fatta anche una segnalazione alla Procura. Ci sono state altre ordinanze che una volta emesse hanno fatto capire ai titolari degli immobili la pericolosità delle coperture e che hanno quindi provveduto a farle togliere. Attualmente è stata firmata un'ordinanza del sindaco per far togliere l'amianto da un edificio produttivo in Santa Lucia. Alessi ricorda, inoltre, il bando Inail che ha conferito un milione di euro a 8 aziende pratesi e la formazione di 80 professionisti che possono così svolgere al meglio i lavori di rimozione dell'eternit.
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E' stata la consigliere regionale Ilaria Bugetti a spiegare come le regioni abbiano delle leggi in materia. Leggi che però sono poco operative. “Noi in Toscana – ha detto – ci siamo ispirati al modello della Lombardia. Entro la fine dell'anno verranno dettate le linee guida, ovvero le informazioni a livello regionale su come i privati possono smaltire l'amianto, secondo determinati criteri. Queste linee anticipano il piano regionale di tutela ambientale che dovrà essere approvato entro il 31 ottobre 2018”. Bugetti è una delle firmatarie della mozione presentata in Regione (approvata all'unanimità) che apporta alcune modifiche alla legge regionale del 2013 in materia di amianto, indicando priorità di intervento e criteri per la rimozione e il suo smaltimento. Già pronta la somma di 200mila euro che servirà alla Regione per la mappatura delle coperture in amianto su tutto il territorio toscano.
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