Il Tirreno

Prato

Zika e chikungunya ma niente morbillo

Cristina Orsini
Zika e chikungunya ma niente morbillo

Malattie infettive a Prato: in crescita come numero e per varietà. L’igienista: «Il contrasto più efficace restano i vaccini»

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PRATO. Malattie infettive quasi raddoppiate a Prato dal 2011 al 2016 e aumentante per tipologia. È questa la fotografia scattata dall’Ufficio di igiene e profilassi secondo il quale nel 2011 si sono registrati 383 casi di malati su un totale di 25 patologie monitorate contro 634 casi del 2016 (ultima rilevazione disponibile) su un totale di 39 patologie prese in considerazione.

«Non c’è dubbio – afferma Cristiana Berti, medico igienista nel Dipartimento di prevenzione di Prato – che le tipologie delle malattie infettive siano in aumento per una serie di ragioni: perché si fanno più viaggi in Paesi del mondo nel quale esistono malattie infettive da noi debellate e per la globalizzazione che comporta rischi di maggiori esposizioni». Per quanto concerne l’aumento del numero dei casi, Berti dà una spiegazione diversa: «Anche se è indubbio che i casi di alcune patologie, come per esempio la Tbc, a Prato siano effettivamente in crescita, è però aumentato il livello di controllo e monitoraggio dell’Ufficio di igiene che ai medici di famiglia chiede l’invio della cosiddetta “notifica” (un modello nel quale viene registrato il tipo di malattia ndr) ogni qual volta venga diagnosticata una patologia infettiva e da lì parte l’indagine epidemiologica che è la base della prevenzione. L’aumento dei casi registrati ne è quindi la diretta conseguenza. Resta comunque il fatto che rispetto al numero dei casi di tumore o di patologie cardiache, le malattie infettive sono irrisorie e che il contrasto più efficace è quello dei vaccini: bisogna proteggersi per stare tranquilli».

Le nuove malattie. A Prato nel 2016 si sono registrati – cosa mai avvenuta in precedenza – un caso di chikungunya e uno di zika. «Si tratta – spiega Berti – di patologie emergenti diretta conseguenza della globalizzazione ma provocate dal morso di un tipo di zanzara, quella tigre, che si trova anche in Italia. I due casi sono stati trattati e risolti positivamente, le aree nelle quali i due malati vivevano sono state disinfestate. In entrambi i casi comunque si trattava di persone rientrate da viaggi all’estero».

Malaria, scabbia e Tbc. E se di casi di morbillo a Prato nel 2015 e nel 2016 non se ne sono registrati – dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale – e i casi di malaria, provocata dalla zanzara anofele che in Italia non esiste, sono stabili: 12 nel 2015 e 12 nel 2016 («facilmente prevenibile – dice Berti – con la profilassi indispensabile in chi viaggia»), appare fortemente in aumento la Tbc con 60 casi nel 2015 e 81 nel 2016. «Il tasso è indiscutibilmente alto – prosegue Berti – infatti la campagna di prevenzione è molto capillare». Più controlli, più assistenza sanitaria e – unici in Toscana – indagini mirate con test Mantoux e lastra polmonare a ogni richiedente asilo accolto a Prato. «In questi anni – dice Berti – non ci è sfuggito nemmeno un caso di migrante malato di Tbc». Alto anche il numero dei casi di scabbia: 22 nel 2015, 65 nel 2016 «malattia effettivamente riscontrata nei migranti – continua la dottoressa – che però riusciamo a controllare senza rischi di diffusione».

I morsi dei cani. Una curiosità, la voce più alta in assoluto, tra le malattie infettive registrate a Prato, è quella che riguarda i morsi di cane: 185 nel 2015 e 188 nel 2016. «La spiegazione è semplice – conclude Berti – ogni volta che si presenta qualcuno, al pronto soccorso o dal proprio medico, morso da un cane, anche in modo lieve, registriamo l’episodio per controllare che non si manifestino casi di rabbia. La malattia è stata debellata negli anni Sessanta e da allora non c’è più stato alcun caso».

 

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