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Prato

Il sistema moda contro l’illegalità

Il sistema moda contro l’illegalità

Tavola rotonda a Napoli della Filctem Cgil nazionale per discutere di solidarietà nei diritti e di responsabilità solidale

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NAPOLI. L'Italia del lavoro dalle Marche a Prato passando per Lecce e il distretto del Brenta si è data appuntamento a Napoli, grazie a un'iniziativa della Filctem Cgil nazionale per parlare di legalità, solidarietà nei diritti, responsabilità solidale. Prato era rappresentata ai tavoli di lavoro in modo trasversale. Il segretario della Filctem di Prato Massimiliano Brezzo, alla presenza dei colleghi nazionali del sindacato e della direttrice provinciale dell'Inps di Macerata Ludovica Lignini, ha raccontato alla platea di addetti ai lavori, l'esperienza della città del tessile e dei pronto moda, della causa pilota per affermare il principio che se non paga il terzista è responsabile anche il committente e del protocollo della legalità siglato insieme ai rappresentanti delle associazioni artigiane e industriali. Anche loro, tra l'altro, presenti a Napoli con il direttore di Confindustria Toscana Nord Marcello Gozzi che ha preso parte alla tavola rotonda con la vice ministra del Mise Teresa Bellanova e il presidente nazionale di Cna Federmoda Roberta Alessandri, di Confartigianato Fabio Pietrella e del segretario nazionale Filctem Cgil Emilio Miceli. Tra i presenti altri due pratesi Lido Macchioni, imprenditore di Confindustria presidente del Consorzio lavorazioni tessili e Francesco Viti, presidente Cna Federmoda.

L'obiettivo? Creare un movimento nazionale che parta dal basso per chiedere l'intervento dei parlamentari e del Governo e sollecitare una struttura normativa – e operativa – che dia strumenti utili a garantire un sistema di produzione virtuoso e dignitoso a partire dalla legalità nel sistema di appalti nel settore della moda.

«Siamo qui – ha aperto i lavori Sonia Paoloni, marchigiana della segreteria nazionale della Filctem Cgil – per condividere le esperienze fatte in Italia nella nostra categoria e avanzare delle proposte per norme di maggiore tutela dei lavoratori su cui oggi si scaricano i problemi del sistema manifatturiero. I distretti industriali sono passati da motore del Paese a fonte di debolezza con la nascita di aziende di comodo che usano l'esternalizzazione della produzione solamente per arrivare all'abbattimento dei costi. E non a caso ne parliamo a Napoli. Il nostro obiettivo è arrivare a definire normativamente che dare in appalto commesse a prezzi troppo bassi è illegale».

Massimiliano Brezzo ha raccontato alla platea quanto fatto a Prato, Numeri, punti di forza e debolezza dei controlli e della causa pilota sulla responsabilità solidale, il processo ai titolari del Teresa Moda, il riconoscimento della costituzione di parte civile da parte del sindacato, le denunce pubbliche, il sistema cinese e pratese sempre più interconnesso, anche nell'utilizzo dell'illegalità. Il protocollo e la richiesta di nuovi e diversi controlli. «Questo paese deve essere consapevole che non può tollerare tutto quello che sta accadendo. Pena la fine del manifatturiero», ha concluso il suo intervento poi seguito dalla relazione di Ludovica Lignini, Inps, che ha raccontato i risultati virtuosi ottenuti nelle Marche applicando la responsabilità solidale ,e di Deborah Lucchetti presidente della campagna “Abiti Puliti” che ha illustrato lo studio sui sistemi di produzione di tre grossi brand, Geox, Tods e Prada.

Al direttore degli industriali Marcello Gozzi è toccato il difficile compito di rappresentare Confindustria e la Toscana spiegando come si possono tenere insieme le esigenze tra piccole e grandi imprese, quindi ciò che chiedono brand e terzisti, due anime dell'associazione che dirige nella nostra regione. «Per oltre un anno – è entrato nel merito - abbiamo lavorato su un capitolato che tenesse insieme regole equilibrate per tutti. Il vero tema è in realtà non essere riusciti a portare a casa il “made in” a livello europeo. Se oggi l'avessimo molti dei problemi non ci sarebbero stati. Per quanto riguarda la legalità oltre alla responsabilità solidale un punto centrale sarà lo sviluppo delle reti di filiera al cui interno potranno essere elaborate regole condivise».

«La legge c'è e come tutte le leggi vanno rispettate”, è intervenuta l'onorevole Bellanova sulla responsabilità solidale. «Interverrò – ha aggiunto – affinché l'Ispettorato sia da supporto all'applicazione di questa legge».
 

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