Sicurezza
Tanti bambini senza famiglia
Prato, presentato nel palazzo comunale il programma del “Mese dell’affido”. Trentasette i minori in attesa di una risposta, un centinaio le famiglie pratesi affidatarie
PRATO. A Prato e provincia c’è bisogno di più famiglie che prendano in affidamento i minori in difficoltà. È quanto emerge dai dati presentati dal Comune di Prato insieme alla Società della Salute area pratese e alla Asl Toscana centro in occasione del “Mese dell’affido”, in programma il prossimo ottobre.
Alla fine del 2016 gli affidamenti sul territorio provinciale - di cui si occupa per tutti il Servizio affidi del Comune di Prato - erano 131, di cui 94 residenziali e 37 part time, a fronte di circa un centinaio di famiglie affidatarie. Il numero delle famiglie disposte ad accogliere per un periodo di tempo i bambini e i ragazzi in difficoltà è dunque al di sotto delle necessità, tanto che ad oggi il servizio conta 37 segnalazioni di minori per i quali sarebbe stata scelta, dalle assistenti sociali, la strada dell’affido ma per i quali non ci sono affidatari.
«Lo scopo del mese dell’affido, che si ripete da sette anni, è diffondere la conoscenza di questa possibilità, che serve ad aiutare dei bambini in difficoltà - spiega la coordinatrice dell’area tutela minori del Comune di Prato Angela Vignozzi -. Negli ultimi anni c’è stato un aumento della sensibilità nei confronti di questo tema e anche del numero di famiglie che in città danno la loro disponibilità per l’affido, ma ancora non basta». I motivi che possono portare un minore all’affidamento, che, diversamente dall’adozione, è una misura provvisoria, possono essere i più disparati, tutti legati a difficoltà della famiglia di origine: siano esse economiche, di salute, di lavoro, ma anche, nei casi più gravi, legate ad episodi di violenza e negligenza. Alla base dell’impossibilità di gestire il minore spesso c’è la mancanza di una rete familiare. Ed è qui che viene in soccorso l’affido, che offre alla famiglia naturale il supporto della famiglia affidataria.
«I bambini hanno bisogno di vivere all’interno di una famiglia - spiega la referente del Servizio affidi di Prato Margherita Salines -, che sia la loro o un’altra. È per questo che è importante incontrare la disponibilità di più famiglie possibile a diventare affidatarie e offrire così un servizio alla comunità». Si scrive “famiglie” ma si legge single, coppie di fatto e non, famiglie con figli e non, senza distinzioni di sesso e di età, perché chiunque sia disposto ad accogliere un bambino o anche solo ad occuparsene per alcune ore al giorno (come nell’affido part time) può diventare affidatario.
Scopo dell’affido, che dura in media 2 anni, ma può essere prolungato, è il ritorno del minore nella famiglia di origine, una volta risolti i problemi che avevano portato a questa misura. È molto raro che da questo provvedimento si passi all’adozione, che è un istituto differente. I minori in affidamento a Prato hanno le età più diverse: dei 94 in residenziale, 40 hanno tra i 15 e i 17 anni e 24 tra i 6 e gli 11 anni (seguono la fascia 11-14 anni con 22 bambini, quella 3-5 con 6 e quella 0-2 anni con 2 minori). Riguardo alla nazionalità, gli stranieri sono 46 su 94, 19 dei quali minori non accompagnati, cioè che hanno lasciato il loro paese d’origine senza i genitori. In merito alle famiglie affidatarie, pochissime per ora sono quelle straniere. Il mese di ottobre sarà dunque l’opportunità per i pratesi di avvicinarsi a questo mondo.
Dal 5 ottobre sono in programma giochi in piazza (al Parco Quinto Martini di Seano e a Parco Prato), attività sportive (come la “Camminata per le vie del centro” del 15 ottobre), letture animate nelle librerie, spettacoli, eventi e una rassegna cinematografica (all’Art Hotel) a tema affido, tutti ad ingresso gratuito e organizzati con la collaborazione delle famiglie affidatarie. «È un tema importante per la nostra città - commenta l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Prato Luigi Biancalani -. Vogliamo in questo modo far conoscere di più questa possibilità, che è un gesto di generosità concreto da parte delle famiglie». «È un’iniziativa ben strutturata - spiega il direttore della Società della Salute area pratese Michele Mezzacappa -, che si inserisce all’interno di politiche attive per i minori portate avanti tutto l’anno». Simbolo del mese dell’affido sarà il fiocco verde e arancione. Il programma è consultabile sul sito www.comune.prato.it/appuntamenti.
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