Il Tirreno

Prato

Bar Corrieri, un’oasi tra le fabbriche

di Vittorio Vannucci
Una foto d'epoca del personale del Bar Corrieri
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Una foto d'epoca del personale del Bar Corrieri

Prato, il locale di via Zarini festeggia i 30 anni di attività. Amarcord di una città che ha cambiato pelle

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PRATO. Una fabbrica dietro l'altra tra via Zarini e via Valentini. Dove oggi ci sono in prevalenza bar e uffici 30 anni fa operava un piccolo "Macrolotto" a due passi dal centro di Prato. Lanificio Caverni, lanificio Bruschi, lanificio Mazzetti, Tintoria Bernocchi, solo per fare alcuni nomi delle imprese presenti. Una fotografia della città a densità mista, quel crogiolo di capannoni e abitazioni che da sempre ha contraddistinto la complessità urbanistica pratese. E proprio oggi che l'amministrazione comunale sta promuovendo il recupero delle aree ex industriali disseminate nel tessuto urbano, a partire dal Macrolotto zero tra via Filzi e via Pistoiese, cresce l'mportanza delle attività commerciali storiche qui dislocate. Parrucchieri, alimentari, bar continuano a servire da decenni la stessa clientela e, resistendo alla furia dei cambiamenti, svolgono quasi una funzione di riferimento "sociale" per i quartieri.

Il bar Corrieri di via Zarini ne è testimone: «Siamo aperti dal 1962 -dice il titolare Daniele Benesperi- e proprio 30 anni fa il 27 settembre 1987 abbiamo inaugurato il sevizio di tavola calda per gli avventori della zona, tra cui molti operai. Ora qui in giro non c'è più una fabbrica, via Zarini è cambiata tanto». Sono scomparse le unità produttive, sono sopravvissuti però gli esercizi commerciali storici, come il bar della famiglia Benesperi: «Prima via Zarini e via Valentini erano tutte una fabbrica -ricorda Benesperi- ora ci sono quasi solo bar. Del resto per rilanciare le aree ex industriali bisogna puntare sui servizi».

I cambiamenti urbanistici hanno coinvolto anche il bar Corrierie lo hanno spinto ad adattarsi alle diverse richieste della clientela: «Negli anni ’60 e nei primi ’70 il nostro bar era vissuto più come un punto di ritrovo e di svago -spiega Daniele- dove giocare in tranquillità al biliardo e passare la serata. Poi i ritmi del quartiere sono cresciuti e le esigenze cambiate. La sala da biliardo è stata tolta, abbiamo aggiunto coperti e da lì è stato aperto il punto pranzo che oggi compie 30 anni». E il futuro senza fabbriche? Si tornerà al biliardo?: «Non credo proprio, niente più stecche. Prato adesso è rinnovata e si sta rilanciando grazie a servizi e turismo. Il pranzo casalingo al bar Corrieri continuerà a far gola anche alle prossime generazioni».

 

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