Il Tirreno

Prato

Una tazzina di caffè in mezzo a storici telai - Foto

di Francesca Vattiata
Macchinari tessili all'esterno del Victory Cafè di via Labriola a Montemurlo (foto Batavia)
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Macchinari tessili all'esterno del Victory Cafè di via Labriola a Montemurlo (foto Batavia)

Inaugurato a Montemurlo il Victory cafè che ha occupato gli spazi della ex Toscolaniera. Esposti macchinari concessi in prestito permanente dal Museo del tessuto

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MONTEMURLO. Un'inaugurazione in grande stile per il nuovo Victory cafè di via Labriola, aperto a pochi metri di distanza dalla vecchia sede nell'edificio che un tempo fu la Toscolaniera, un'azienda storica per Montemurlo. Inaugurato alla presenza di Giulio Andreotti nel 1967 dal gruppo Filotecnica - Filcardè - Torcitecnica, l'edificio è stato acquisito negli anni Ottanta dalla Toscolaniera, l'azienda che nella piana di Montemurlo ha segnato in modo determinante lo sviluppo industriale pratese. Oggi, con il Victory Cafè l'ambiente ritrova una nuova vita e una destinazione che, pur nella modernità, non può dimenticare la tradizione, in uno spazio che per circa mille metri quadri ospita il locale e che per circa 6mila quadri è destinato a sede espositiva, studio e ricerca sul tessile. "Siamo a Montemurlo, ma sembra New York", è stato il commento che è rimbalzato sulle labbra di molte persone che hanno partecipato all'evento organizzato sabato 23 settembre in via Labriola. Merito non solo del grande spazio destinato all'area bar-pasticceria, ma in generale di un'atmosfera speciale in cui convivono la storia e il progresso, come a voler realizzare per l'edificio, con un filo speciale, una nuova trama ordita con la sapienza antica dei tessitori.

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Si tratta di una straordinaria operazione di recupero del patrimonio industriale di Montemurlo e di valorizzazione della cultura del tessile pratese voluta dai dei tre soci proprietari del locale, Daniele Luconi, Fabio Giusti (entrambi in società anche nell'azienda tessile Trafi) e Samuele Simoni, che del Victory è lo chef, responsabile del settore pasticceria e cucina. Tra un calice di vino e un pasticcino, infatti, rivivono anche storici macchinari tessili che, grazie alla collaborazione con il museo del tessuto, rimarranno al Victory in esposizione permanente. Accanto all'area bar, infatti, sono esposti, un antico telaio sardo, un dinamometro dei primi del Novecento, una cardina, sempre dell'inizio del secolo scorso e un imballatore a mano in legno, antenato della pressa per gli stracci. I lavamani sono realizzati con vecchi macchinari in uso alle tintorie e nella grande sala c'è un grande lampadario in vetro, di due metri e mezzo di diametro che fino a qualche anno fa si trovava sulla pista da ballo della discoteca fiorentina “Central Park”, che apparteneva ai proprietari della Toscolaniera. La concezione del nuovo Victory, “dalle macchine tessili al caffè”, è sintetizzata bene anche in un murales di 50 metri quadrati che ricopre una delle facciate esterne dell'ex Toscolaniera.

Il writer Andrea Effequattro per Forme Diluite ha realizzato un 'opera che ancor prima di entrare racconterà la filosofia del locale: un filo che va a comporre una rocca, dalla quale poi escono i prodotti della pasticceria e una tazzina di caffè. Ogni tre anni, grazie ad una convenzione con il liceo artistico, il murales sarà rinnovato per segnare il legame tra tessile, creatività e arte contemporanea.

 

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