Il Tirreno

Prato

Negozi temporanei Si parte a fine mese

E Montezemolo vuole tornare stabilmente in centro

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PRATO. Generazione “Popuppers”, ovvero potenziali investitori in rampa di lancio. Con tanto di hashtag sulla pagina colorata Facebook dell’evento. Stiamo parlando del taglio del nastro del progetto “Pop Up Lab”, che rialzerà il bandone di venti fondi sfitti in centro storico, per un totale di 25 punti vendita (i locali più grandi possono ospitare più attività), dal 30 settembre al 14 gennaio.

Rigenerazione di locali dismessi e assegnati gratuitamente per quasi quattro mesi non solo in via del Serraglio e via Muzzi, come era stato stabilito in un primo momento, ma anche in via del Vergaio e via della Sirena. Ormai mancano davvero gli ultimi ritocchi prima del grande opening fissato per sabato prossimo alle 18: in questi giorni fervono i lavori nei venti fondi a due passi dal Duomo dove le vetrine lentamente prendono forma e colore. A fine luglio era stata pubblicata la graduatoria dei 27 soggetti vincitori del bando finanziato dalla Regione Toscana e dal Comune (con la partecipazione di Pin e Sociolab), su un totale di 38 domande arrivate. Nel frattempo, c’è chi ha cambiato idea e ha deciso di rinunciare: i negozi che apriranno, in effetti, sono ora 25 e non più 27. Il Gruppo Sartoriale cui fa capo il brand Montezemolo è fra questi. Ma si tratta solo apparentemente di una retromarcia perché, anzi, la storica azienda con sede a Capalle continua ad avere gli occhi puntati sul salotto buono di Prato. «L’iniziativa del bando “Pop Up Lab” è molto lodevole e sicuramente da apprezzare – spiega Lorenzo Guazzini, patron del marchio “Montezemolo” - ma la nostra idea è quella di mettere radici in centro per più tempo, non aprendo un’attività di temporary per pochi mesi». Si tratta di molto più che un’idea visto che la nota azienda sarebbe già in trattativa per prendere in affitto un fondo dentro le mura, funzionale agli standard del brand. «Per il centro di Prato, sul quale puntiamo molto, abbiamo in mente una bella operazione commerciale», confessa Guazzini.

Tornando ai vincitori del bando “Pop Up”, al termine dei tre mesi (quasi quattro) di assegnazione gratuita, le aziende potranno stipulare a loro discrezione un regolare contratto d’affitto con il proprietario del fondo che li ha ospitati. Sarebbe una sfida comunque vinta se dopo gennaio sarà rimasto anche il 30% di quelli che si sono insediati a titolo gratuito nella galassia di spazi vuoti che purtroppo costellano da mesi la zona a due passi del Duomo. Di certo il progetto promette di rivoluzionare la mappa dello shopping dentro le mura, invogliando a fare due passi a piedi non solo per comprare qualcosa ma anche per scoprire nuove attività. Prendi “Yogamind”, lo spazio che sta per aprire i battenti in via del Serraglio 15/19 dove si terranno corsi di yoga… al muro (“Yoga Wall”). Oppure lo sportello dell’agenzia “Viaggi AutEtnici” per un turismo responsabile, sempre in via del Serraglio. Un viaggio tutto leccarsi i baffi assaporando i formaggi e salumi della formaggeria “Dairy Food” di via Muzzi 34, dove fino a qualche mese fa c’era il bar “Pieragnoli”. Al civico 22 invece, sogni e disegni che s'intrecciano danno vita ad una piccola linea di abbigliamento artigianale molto originale, “Il Mondo di Buba”. Una vera e propria rinascita, dopo tante chiusure.

Maria Lardara

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