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Esuberi alla Penelope L’obiettivo è la cigs

Esuberi alla Penelope L’obiettivo è la cigs

Giovedì incontro al ministero del Lavoro per scongiurare i 34 licenziamenti L’assemblea dei lavoratori ha votato i contratti di solidarietà come ultima spiaggia

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PRATO. Nessun muro contro muro, bensì porte aperte al dialogo. Un viaggio fino a Roma e un incontro negli uffici del ministero del Lavoro in programma giovedì 21 settembre, per scongiurare i 34 esuberi annunciati dalla tessitura “Penelope” di cui ha dato notizia Il Tirreno il 9 settembre scorso: è il risultato del primo incontro avvenuto tra i sindacati (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil) e la proprietà della storica azienda di Montemurlo capitanata dalla famiglia Bini (era presente Giannetto, uno dei figli di Roberto, fino a qualche anno fa considerato uno degli industriali più ricchi di Prato). All’indomani dell’apertura della procedura di mobilità, sul tavolo della trattativa sindacale avviata ieri mattina e necessaria per salvare 34 posti di lavoro, si gioca la carta della cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale con il ricorso al paracadute degli ammortizzatori sociali alternativi ai licenziamenti. Che ci fossero spiragli di apertura da parte dell’azienda, una delle più antiche e strutturate del distretto pratese (l’organico complessivo è composto da 112 dipendenti), era implicito nella comunicazione di avvio della procedura di mobilità, laddove si precisava che la parte datoriale avrebbe messo in atto tutti gli strumenti necessari per salvaguardare i lavoratori. Chissà se questo avverrà davvero. Intanto giovedì prossimo, i sindacalisti Giovanni Santi (Filctem-Cgil), Luciano Sacchetti (Femca-Cisl) e Qamil Zeinati (Uiltec-Uil), insieme ai consulenti del lavoro della “Penelope” (studio Fabbri), avranno un colloquio chiarificatore al Ministero per capire con quali margini si possa attivare una procedura di cigs: un approfondimento richiesto di recente agli uffici romani proprio dall’azienda mentre giovedì scorso l’assemblea dei lavoratori votava all’unanimità la proposta dei sindacati, ovvero la cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti oppure i contratti di solidarietà come ultima spiaggia. Bisogna capire quale sarà l’orientamento del Ministero visto che, per essere concessa, la cassa integrazione per crisi aziendale presuppone che il richiedente (in questo caso la “Penelope”) abbia avuto un andamento involutivo negli ultimi due anni. Meno probabile invece l’ipotesi della cigs per ristrutturazione aziendale visto che la tessitura “Penelope” non parla di riorganizzare il lavoro ma semmai di ridurre il parco macchine e il numero dei telai (da 128 a 80). In caso di cassa integrazione o contratti di solidarietà, verrebbero congelati per almeno un anno i 34 esuberi. Sulla situazione in sofferenza della “Penelope” s’era levato nei giorni scorsi anche l’appello del sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini, con l’auspicio a trovare una soluzione positiva per i lavoratori. Ma quella di giovedì sarà una giornata cruciale anche per la trattativa ancora in corso sui cinque esuberi al lanificio Europa in ballo da luglio, con un nuovo incontro tra la famiglia Guarducci e i sindacati. Si prospetta un autunno “caldo” per il tessile pratese.

Maria Lardara

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