Il dolore
Controlli nelle case-fabbrica
Lavoro sicuro: collaborazione tra Polizia municipale e Procura
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PRATO. «Possiamo e dobbiamo migliorare ancora l’entità e la qualità dei controlli per far emergere il lavoro sommerso e costringere le imprese cinesi a mettersi in regola. Vanno colpite le aziende cinesi irregolari ma anche tutte le connivenze, anche quelle italiane qualora ci fossero, perché non possiamo permettere che si ripetano incidenti come quello avvenuto alla Tignamica qualche settimana fa». Lo ha detto il sindaco Matteo Biffoni intervenendo alla riunione periodica del tavolo per il Piano Lavoro Sicuro della Regione Toscana che si è svolto ieri nella sala Giunta del palazzo comunale. Da maggio, il Piano è entrato nella cosiddetta fase due, che ha ampliato e affinato la qualità dei controlli. In questo periodo, ha spiegato Renzo Berti, coordinatore del tavolo per conto della Regione, nella provincia di Prato sono state effettuate 660 ispezioni. Solo il 23,8 per cento delle aziende controllate è risultato in regola con le prescrizioni di legge contro il 29,6 per cento del passato. La nuova frontiera dei controlli saranno i controlli nelle abitazioni in cui si abbia il fondato sospetto che siano in operative delle attività produttive. «La Polizia Municipale», ha spiegato il sindaco Biffoni, «si sta già muovendo su questo fronte, sulla base di esposti che ci sono pervenuti». Nel caso di questa tipologia di controlli, che non possono scattare in automatico come avviene nel caso delle aziende all’interno dei capannoni, si dovrà agire d’intesa con la Procura che, è emerso nel corso della riunione, si è detta disponibile a garantire la sua collaborazione.
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