Il Tirreno

Prato

"Prato Partecipa" verso gli ultimi tre incontri

di Maria Lardara
La presentazione degli incontri di "Prato partecipa"
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La presentazione degli incontri di "Prato partecipa"

Tre appuntamenti su economia illegale, comunicazione e istituzioni prima di dire “basta” con la politica

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PRATO. Partecipazione, questa sconosciuta a Prato. Farla è diventato difficile, praticamente impossibile nell’arco di tre legislature. Quindici anni di iniziative dal basso e di promesse mancate, per dirla con il medico Paolo Sanesi, l’anima del gruppo “Prato Partecipa”, «quindici anni in cui abbiamo provato a dare imput alla politica trovando dall’altra parte un muro».

Un esempio? «Abbiamo proposto una revisione amministrativa degli strumenti per consentire di avere rapporti più diretti con i rappresentanti della città - prosegue Sanesi - abbiamo chiesto che venissero realizzate delle case dei cittadini nei quartieri». Magari, perché no, utilizzando alcuni spazi dismessi delle vecchie sedi circoscrizionali. E quindi ora si cambia registro, “Prato Partecipa” spara le ultime cartucce prima di un stop per riflettere, lanciando la "Trilogia d’autunno", tre incontri tematici a Palazzo Pacchiani (via Mazzini 65) in programma lunedì 18 settembre, 9 e 30 ottobre (alle 21). Resterà forse in piedi spostando semmai l’asse delle sue attività sul piano culturale. Ma con la politica il gruppo (vi gravita un centinaio di pratesi) chiuderà i conti, cessando quel ruolo di “pungolo” propositivo nei confronti delle istituzioni che l’ha portato a organizzare tavoli tematici come quello sulla sicurezza.

Varie le proposte elaborate da un centinaio di cittadini. «Ma senza mai avere un riscontro – osserva Salvo Ardita, anche lui attivista di Prato Partecipa – Di recente abbiamo anche avanzato una proposta sulla questione affitti da inserire nel Patto per Prato Sicura, all’indomani degli avvenimenti alla Tignamica, ovvero la possibilità di inserire nel contratto tra proprietario e affittuario una clausola sui controlli cadenzati nelle case da parte delle forze dell’ordine».

Un regolamento comunale sulla partecipazione esiste, è vero. Ma dal 2010 a oggi - dicono gli attivisti - non è stata recepita più nessuna proposta di modifica presentata da Prato Partecipa.

«La parola partecipazione, in fondo, racchiude un tradimento semantico - fa notare Sanesi - Si preferisce organizzare consultazioni dall’alto, organizzare incontri a metà pomeriggio quando le persone lavorano. Se questo significa favorire la partecipazione…» Riferimento palese al percorso partecipativo in atto sul nuovo Piano Operativo in città.

Tornando alla "Trilogia d'autunno", si comincia lunedì 18 con “Prato e la sua economia: Un’illegalità condivisa?” con il giornalista Antonio Selvatici, autore del libro “Il sistema Prato”; il 9 ottobre con “Informazione, pluralismo e partecipazione. L’in-formazione fa ancora opinione”, aperto ai responsabili delle testate giornalistiche e televisive del territorio; il 30 ottobre con “L’amministrazione condivisa. Perché le istituzioni rifiutano la partecipazione dei cittadini?”. «All’ultimo appuntamento – fa notare Lisa Puccianti - abbiamo invitato i capigruppo di maggioranza e opposizione in consiglio comunale, ma finora abbiamo una sola adesione: su nove mail inviate alla loro posta istituzionale quattro sono tornate indietro perché questi consiglieri hanno la casella piena…».
 

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