La manifestazione
Suicida per amore, le indagini sono chiuse
PRATO. Niente esame esterno, nessuna autopsia: non c’è più nulla da chiarire o da scoprire nella morte tragica della guardia penitenziaria di 44 anni che si è tolta la vita, sparandosi un colpo dalla...
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PRATO. Niente esame esterno, nessuna autopsia: non c’è più nulla da chiarire o da scoprire nella morte tragica della guardia penitenziaria di 44 anni che si è tolta la vita, sparandosi un colpo dalla pistola di ordinanza alla tempia, poco dopo le 14 di venerdì pomeriggio in via Ferrucci, davanti al Comando della Guardia di finanza. La salma dell’uomo, suicida per amore, verrà presto riconsegnata ai suoi cari, così ha deciso il sostituto di turno Laura Canovai che ha coordinato le indagini proseguite fino a tarda sera.
Nessun dubbio sul movente che ha spinto l’uomo, padre di due figli avuti in un precedente matrimonio, a togliersi la vita: ha premuto il grilletto davanti agli occhi dell’avversario in amore, un finanziare, che aveva allacciato una relazione con la compagna della guardia carceraria. Ha atteso che uscisse dalla caserma, si è puntato la pistola alla testa e ha fatto fuoco.
In tasca, nella abitazione che l’agente aveva condiviso fino a pochi giorni or sono con la donna, sono stati trovati alcuni biglietti dal tenore chiarissimo: uno di scuse indirizzato ai figli, l’altro all’ormai ex compagna e al suo nuovo affetto.
Tante le persone che in quel momento passavano lungo la strada e hanno registrato quegli attimi terribili.
L’agente di polizia carceraria è arrivato in via Ferrucci intorno alle 14,20, ha camminato serrando in pugno la pistola di ordinanza per alcune decine di metri prima di raggiungere il Comando.
Nessun dubbio sul movente che ha spinto l’uomo, padre di due figli avuti in un precedente matrimonio, a togliersi la vita: ha premuto il grilletto davanti agli occhi dell’avversario in amore, un finanziare, che aveva allacciato una relazione con la compagna della guardia carceraria. Ha atteso che uscisse dalla caserma, si è puntato la pistola alla testa e ha fatto fuoco.
In tasca, nella abitazione che l’agente aveva condiviso fino a pochi giorni or sono con la donna, sono stati trovati alcuni biglietti dal tenore chiarissimo: uno di scuse indirizzato ai figli, l’altro all’ormai ex compagna e al suo nuovo affetto.
Tante le persone che in quel momento passavano lungo la strada e hanno registrato quegli attimi terribili.
L’agente di polizia carceraria è arrivato in via Ferrucci intorno alle 14,20, ha camminato serrando in pugno la pistola di ordinanza per alcune decine di metri prima di raggiungere il Comando.
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